153 anni di unità d’Italia, conoscere la storia per rinascere insieme

Una comunità che perde il senso della sua storia è una comunità che si perde. Per questo voglio sottolineare il ricordo dei 153 anni dall’unità d’Italia. Quando una grande nazione che era tale per la lingua, per la cultura, per la poesia e per la musica è diventata un grande Stato. Lo ha fatto con una partecipazione corale, non ho mai creduto ad una storiografia di parte che vedeva l’esclusione del popolo nel processo di unità nazionale, con le grandi esperienze dei moti risorgimentali a partire da quella repubblica romana che è stata simbolo di una libertà possibile. 153 anni fa si completava un processo che trasformava una identità profonda in uno Stato che rendeva protagonista la comunità italiana al pari delle grandi nazioni europee. In questi 153 anni uno dei Paesi più poveri ed arretrati d’Europa è diventato la quinta potenza industriale del mondo, uno dei Paesi con la più lunga aspettativa di vita al mondo. E oggi, seppure dentro una crisi profondissima, abbiamo la capacità di rinascere come abbiamo fatto 153 anni fa con il Risorgimento, nel 1945 con la Ricostruzione, negli anni ’60 con il boom economico. Per questo vale la pena conoscere e ricordare la storia dinanzi ad un negazionismo pericoloso, inutile e, consentitemi, anche ignorante.

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