A Latina serve un nuovo carcere e aumento di organico

Prendiamo atto con molto piacere che non siamo più soli ad affrontare temi scottanti, spesso lontani dai riflettori della politica, come quello delle condizioni degli istituti penitenziari. Nello specifico da tempo abbiamo lanciato l’allarme sulla particolare situazione del carcere di Latina.  Ci battiamo per una nuova dislocazione di una struttura non idonea ad ospitare una casa circondariale. L’istituto penitenziario infatti si trova nelle vicinanze del centro cittadino e agli occhi dei visitatori appare come un ‘magazzino’ per detenuti. L’edificio è stato costruito oltre quaranta anni fa ed ormai è diventato inadeguato per carenza di interventi di manutenzione. L’aria scarseggia, le celle sono anguste, come pure mancano spazi ricreativi per i detenuti.
Per questi motivi abbiamo posto l’accento sulla possibilità di delocalizzare la struttura in altre zone, magari periferiche, del capoluogo pontino. Se ne gioverebbe tutta la popolazione carceraria, oltre agli agenti e agli stessi residenti che vivono nella zona di via Aspromonte.
Siamo ben consapevoli che in questi anni la giustizia italiana ha subito gli effetti negativi di tagli ingiustificati delle risorse. Purtroppo il contenimento della spesa sarebbe dovuto avvenire di pari passo con la cancellazione degli sprechi e con il conseguente taglio della burocrazia, ovvero il male principale del nostro Paese. Ma tutto ciò in questi anni non è accaduto.
Le strutture carcerarie riescono ad andare avanti solo grazie alla dedizione e alla passione di chi la dirige e di chi opera al suo interno. Le carenze strutturali e di organico vengono così colmate solo attraverso la professionalità degli operatori.
Ritengo indispensabile e non più rinviabile un aumento del personale di polizia penitenziaria. Si tratta di un corpo costretto con frequenza a svolgere turni di servizio massacranti, il più delle volte sottoposto a condizioni di lavoro penalizzanti e spesso in ambienti insalubri.
I problemi del mondo carcerario non possono riemergere solo occasionalmente ma vanno affrontati con coraggio e le istituzioni devono occuparsene con senso di responsabilità, possibilmente non tramite annunci ma con azioni concrete

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