Agricoltura, un emendamento per lo sviluppo del comparto bufalino

La proposta di legge di stabilità 2015 e il connesso documento di economia e finanzia 2015 – 2017, in discussione in queste ore in commissione bilancio, dimostrano ancora una volta la poca attenzione del presidente Zingaretti nei confronti delle province del Lazio di cui, evidentemente, conosce solo il nome. Per le politiche agricole poco o nulla è stato fatto e si intende fare. Per questa ragione, con l’obiettivo di colmare i grandi gap che questi documenti contengono, ho presentato un emendamento al documento di economia e finanza finalizzato allo sviluppo e alla competitività del comparto zootecnico, ed in particolare del bufalino, settore di punta dell’economia pontina. L’iniziativa mira ad introdurre tra le priorità della Regione, e nel piano di sviluppo rurale del Lazio, azioni che fanno leva su fondi comunitari e mirate alla competitività del settore bufalino magari utilizzando le case dell’agricoltura come punto di riferimento per gli imprenditori. Nella programmazione a spot del presidente Zingaretti nessuno ha, infatti, pensato di sottolineare che per la prima volta la politica agricola comunitaria (PAC) ha introdotto tra i destinatari delle sue misure anche il comparto bufalinodestinando 4 milioni totali, pari a circa 25 euro per ogni capo, all’Italia per lo sviluppo del settore. Nessuno ha notato che il Lazio è la seconda regione in Italia nella produzione del cosiddetto “oro bianco”. I capi bufalini stimati nel Lazio ammontano a circa 65.000 unità, 40.000 circa nella provincia di Latina, 20.000 per Frosinone e 5.000 a Roma. Lo stesso marchio europeo D.O.P. (denominazione di origine protetta) Mozzarella di bufala campana” interessa anche le province di Latina, Frosinone e Roma. Approvare questo emendamento significherebbe creare un’importante opportunità per la provincia pontina perché consente di sostenere non solo le imprese ma anche  l’indotto (operai, ditte di mangime, altre aziende agricole produttrici cibo per bestiame (fieno, foraggio e mais), ditte di attrezzature zootecniche, veterinari, trasportatori latte crudo, caseifici, vendita al dettaglio, trasportatori prodotti lavorati) legato agli allevamenti bufalini fortemente radicato da Latina a Frosinone che potrebbero trarre da questa misura, già utilizzata in Emilia Romagna, ingenti benefici sul piano della competitività e dello sviluppo. Un rafforzamento della valenza e della competitività delle piccole e medie imprese zootecniche contribuirebbe in modo concreto alla crescita dell’economia e dell’occupazione. La crisi che ha colpito il settore agricolo e zootecnico per essere arginata necessita dell’intervento delle istituzioni a cui, come sempre, il presidente Zingaretti, si sottrae. Gli abbiamo teso una mano, speriamo sappia cogliere questa opportunità.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *