Ancora medici aggrediti, destinare la vigilanza della Regione ai pronto soccorso

Apprendo con sincera preoccupazione il verificarsi di nuovi episodi di violenza nei confronti del personale sanitario. L’ultimo fatto increscioso è avvenuto ieri sera presso il Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni, dove due dottoresse, impegnate a salvare un paziente in crisi respiratoria, sono state aggredite da un uomo, venendo minacciate con un bisturi. Fortunatamente la vicenda ha avuto una conclusione a lieto fine, dal momento che l’uomo dopo aver perso il controllo è stato indotto alla ragione. Ma non possiamo per nessuna ragione rimanere immobili dinanzi alle continue aggressioni che vengono consumate nei confronti dei medici e degli altri operatori. Come presidente della commissione Sanità di questa regione è mio dovere porre dei quesiti ed indicare possibili soluzioni.
Mi domando, vogliamo o no destinare un vigilante per ogni Pronto Soccorso?
Forse questo non è possibile perché mancherebbero le risorse economiche necessarie?
Allora proporrei di togliere i vigilantes dai nostri uffici della Regione per mandarli direttamente negli ospedali. Perché mi sembra prioritario garantire la sicurezza al personale sanitario, piuttosto che ai consiglieri.
Di certo non possiamo aspettare eventi drammatici come quello di qualche giorno fa avvenuto al ‘Pellegrini’ di Napoli, dove si è consumata una sparatoria in pieno Pronto Soccorso, alla presenza di cittadini innocenti, medici e infermieri.
I sanitari ormai sono terrorizzati. Nello svolgere il loro lavoro rischiano tutti i giorni la vita.
Ho letto recentemente le dichiarazioni di Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, che ha chiesto il ripristino di posti di polizia negli ospedali più a rischio. Ebbene questa proposta va nella stessa direzione dell’iniziativa che porto avanti ormai da mesi, quale componente dell’osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori sanitari.
Infatti ritengo prioritario il miglioramento della fase dell’accoglienza nei Pronto Soccorso, ma soprattutto è sempre più urgente la presenza o l’implementazione della vigilanza nelle strutture ospedaliere, per dare adeguate garanzie di sicurezza agli operatori.
Il fenomeno delle violenze in corsia è sempre più incalzante e richiede un intervento concreto e immediato. Una soluzione va trovata. E allora perché non prendere in considerazione la possibilità di trasferire una parte della vigilanza impiegata negli uffici regionali direttamente nei Pronto Soccorso? Le istituzioni hanno il dovere di affrontare di petto questo problema.

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