Approvato ordine del giorno per garantire alle future mamme la possibilità di effettuare l’anestesia epidurale al momento del parto nelle strutture sanitarie della provincia di Latina

Un gap che deve e può essere risolto.
Parliamo della impossibilità per le future mamme della provincia di Latina di effettuare l’anestesia epidurale al momento del parto presso gli ospedali del territorio di riferimento.
Una criticità che negli anni si è tradotta in una sottrazione di servizi per tutte quelle donne che volendo ricorrere a tale pratica erano e sono costrette a recarsi negli ospedali della Capitale, con i disagi e lo stress che ne derivano, per effettuare tale pratica.
Recependo le richieste avanzate ho quindi presentato, come primo firmatario con il gruppo di Forza Italia,  l’ordine del giorno alla proposta di legge sull’assestamento delle previsioni di bilancio 2022 – 2024, approvato oggi in consiglio regionale, con cui si impegnano il presidente della Regione Lazio e la sua giunta a mettere in atto ogni azione necessaria al fine di garantire la possibilità di effettuare l’anestesia epidurale per il parto nelle strutture della rete perinatale della Asl di Latina assicurando la presenza di anestesisti h24 per l’effettuazione di tale pratica ed evitare alle future mamme di doversi recare nella Capitale per sottoporsi a tale prestazione.
L’anestesia epidurale può essere somministrata solo da un medico anestesista. Dal 2008 tale pratica è stata inserita nei LEA (livelli essenziali di assistenza) ed è stato stabilito che la garanzia dell’analgesia epidurale deve essere assicurata nelle strutture individuate dalle regioni e dalle province autonome con un accordo con lo Stato siglato il 16 dicembre 2010 – e dal decreto n. 70 del 2015 – tra quelle che coprono un numero di parti all’anno uguale o superiore alla soglia di mille parti annui. Il Decreto del Commissario ad Acta del luglio 2017, concernente “Attuazione Programma Operativo di cui al Decreto del Commissario ad Acta n. U00052/2017. Adozione del Documento Tecnico denominato: “Programmazione della rete ospedaliera nel biennio 2017-2018, in conformità agli standard previsti nel DM 70/2015” stabilisce le Unità Perinatali di I livello e di II livello presenti sul territorio di competenza e prevede il completamento della rete con l’adeguamento del Santa Maria Goretti di Latina al II livello perinatale.
I dati ufficiali mostrano come nell’ultimo triennio sono stati, rispettivamente effettuati alla Uoc Ostetricia e Ginecologia Ospedale Santa Maria Goretti di Latina (Dea di II livello) per l’annualità 2019: 1322 parti totali, 417 cesarei totali di cui ripetuti 193 e 224 parti cesarei primari (16,9 %), nel 2020, i parti in totale sono stati 1263, il totale cesarei 392 di cui ripetuti 167 e 225 parti cesarei primari (17,8 %) e nel 2021 il totale dei parti è pari a 1179, per un totale di 450 cesarei di cui ripetuti 194 e 256 parti cesarei primari (21,71 %).
Nonostante questo, l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina Dea di II livello, principale Hub sanitario della provincia di Latina in cui vivono più di 600 mila persone, non propone la possibilità di scegliere di utilizzare per il parto l’anestesia epidurale.
La causa della mancata possibilità di effettuare l’anestesia epidurale nell’intera rete perinatale della Asl di Latina, è da riscontrare nella mancanza di personale addetto e qualificato a tale somministrazione ed in particolar modo di anestesisti disponibili su turni h24 per tale pratica.
Sono anni che si chiede di colmare quello che rappresenta un grave deficit dovuto alla mancanza di anestesisti nella rete perinatale della Asl di Latina e che comporta il trasferimento di tante future mamme nelle strutture di Roma dove l’epidurale è ampiamente diffusa.
Ora vigileremo affinché sia dato seguito all’impegno assunto con l’approvazione di questo ordine del giorno nell’ottica di un’implementazione dei servizi e del miglioramento della qualità della vita delle future mamme e dei loro bimbi

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