Aprilia: risanamento delle periferie inutile? Il centrosinistra lo dicesse ai cittadini

Il nostro intervento per risolvere la situazione di disagio e di emergenza in cui si trovano le aree periferiche del Comune di Aprilia ha ottenuto un risultato importate. Dopo anni di torpore e di silenzio ha risvegliato l’attenzione del centrosinistra su queste zone dimenticate da sempre. E siamo felicissimi di apprendere dal consigliere provinciale e comunale di Aprilia, Vincenzo Giovannini, che le criticità che abbiamo evidenziato, sotto il profilo igienico ed ambientale, siano state già risolte. Vorremmo però che il consigliere Giovannini lo spiegasse ai cittadini. E’ alle comunità che in queste zone disagiate di Aprilia vivono ogni giorno i problemi legati alle carenze dei servizi primari e fondamentali che Giovannini deve illustrare i progetti a suo dire attuati, i nodi risolti, gli interventi effettuati. Le nostre proposte in consiglio regionale, durante la discussione del bilancio, erano tutt’altro che peregrine. Puntavano in primo luogo ad aprire un confronto e un tavolo di discussione per comprendere quale fosse l’effettivo stato dell’arte degli interventi effettuati e da effettuare. In secondo luogo, con l’emendamento presentato, avevamo puntato e concretamente, allo stanziamento di 12milioni di euro, da spalmare nel triennio 2016 – 2018, per garantire ai Comuni identificati con la legge regionale del 6/2007, le risorse necessarie a mettere in atto interventi straordinari di risanamento e riqualificazione. Se il consigliere Giovannini è convinto che tali risorse siano inutili lo dicesse ai cittadini senza cercare ipotetici responsabili nel passato. Per quanto riguarda poi i contenuti specifici della legge regionale 6/2007 ringraziamo Giovannini per averceli spiegati. Ma li conoscevamo già molto bene a causa di quella malattia che si chiama approfondimento e ricerca. E li conosciamo a tal punto da poter affermare con certezza che per la realizzazione del depuratore, nella zona di Casalazzara, dei tre soggetti finanziatori manca all’appello solo la Regione Lazio che non ha ancora stanziato i circa 6milioni di euro che le spettano. A differenza dell’Ato che, già tre anni fa, ha stanziato i 3 milioni di euro circa necessari alla realizzazione del depuratore. Infine l’ordine del giorno, prendendo spunto dalla impossibilità dei Comuni tra cui quello di Aprilia, di rispettare il termine fissato al 22 dicembre 2015 per l’adeguamento degli scarichi nelle zone periferiche nate spontaneamente, proponeva di posticipare i termini e di impegnare la Regione Lazio a costituire, nel più breve tempo possibile, un tavolo tecnico per valutare le necessarie modifiche da apportare al Piano regionale di tutela delle acqua (PTAR) affinché l’adeguamento dei Comuni alla normativa nazionale non facesse subire agli stessi oneri tecnici ed economici eccessivi. Questo a dimostrazione del fatto che mentre Giovannini segue da vicino i lavori di aggiornamento del Piano regionale di tutela delle acque noi abbiamo cercato di dare risposte concrete e immediate ai cittadini non a parole ma con i fatti. E non ci arrendiamo di fronte alla bocciatura di Zingaretti e della sua maggioranza che, nonostante questa difesa d’ufficio, oggi restano gli unici responsabili dello stato di emergenza in cui aree importanti del Comune di Aprilia si trovano. Noi non presentiamo emendamenti per essere bocciati, siamo abituati a lavorare ogni giorno per migliorare la vita dei cittadini. Cosa che evidentemente Giovannini in anni da consigliere comunale ad Aprilia non è riuscito a fare.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *