Assunzioni in consiglio regionale, non serve fare polemica ma agire. Concorsi centralizzati potrebbero essere la risposta

Quanto emerso in queste ore sulle assunzioni effettuate in consiglio regionale del Lazio attingendo alle graduatorie dei bandi espletati in due piccoli Comuni mette in evidenza quello che credo sia un nervo  scoperto che riguarda le procedure.
Non entro nel merito della vicenda che si è svolta nella assoluta regolarità ma credo sia opportuno aprire una riflessione che afferisce al piano della piena trasparenza e dell’opportunità.
Il lavoro è un diritto e perdersi in facili illazioni o supposizioni politiche non serve a nulla se non a scatenare una iniqua e non proficua guerra tra poveri.
Il compito del legislatore è quello di assicurare la massima trasparenza e di evitare, come in questo caso, che si scatenino malcontento e disagio.
Quanto accaduto impone di voltare pagina pensando di effettuare concorsi, per diversi profili professionali, a livello centralizzato, ad esempio regionale, a cui tutti possano concorrere e alle cui graduatorie gli Enti e i Comuni che necessitano di implementare la pianta organica, possano attingere in base alle proprie esigenze. Questo comporterebbe una trasparenza e velocizzazione nelle procedure, un risparmio economico e l’opportunità per tutti di vedere, come accaduto nel caso del mega concorso indetto dall’azienda ospedaliera Sant’Andrea per infermieri, l’assunzione nel tempo

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