Aurigemma: “In questi anni per la sanità del Lazio è mancata una seria programmazione grazie a Zingaretti”

*Antonello Aurigemma

 

Grazie, un ringraziamento, mi associo anche io, in particolar modo al collega Pino Simeone che è sempre attento nei particolari della sua Provincia, questo a dimostrazione che spesso chi fa politica è quello che è a contatto diretto con i cittadini, con i tanti Sindaci di questa zona a prescindere dal colore politico e dalla propria appartenenza.

Io ho accettato molto volentieri questo invito, anche perché il titolo è già significativo di per sé: “Produrre eccellenza per fare salute”. La produzione di eccellenza nella sanità è un tema particolare che secondo me dovremmo cercare di ottimizzare a prescindere dai colori politici che amministrano la nostra Regione.

Vedete, io non so se nel corso degli anni avete visto a volte il centrosinistra che difendeva un ospedale, il mantenimento dell’apertura di un ospedale per poi, a parti invertite, vedere che chi difendeva era per la chiusura e, viceversa, chi era per la chiusura oggi è per il mantenimento della struttura sanitaria.

Questo per dire che secondo me la sanità è fatta di obiettivi comuni, guai a strumentalizzare chi è contro un tema così delicato. Quindi si dovrebbe cercare di pianificare e programmare una serie di interventi nel breve, nel medio e nel lungo periodo, che debbono mantenere, a prescindere da chi governa e amministra la nostra Regione, le proprie attività e la propria pianificazione. L’eccellenza sicuramente non è la chiusura del Poliambulatorio, l’eccellenza non è quella di veder costringere tantissime persone di questa Provincia ad andare nella Regione Campania perché purtroppo il Direttore è costretto a far quadrare i conti, e quindi le liste di attesa della nostra Regione si allungano notevolmente e si costringono persone di questa Provincia ad andare in Regioni limitrofe! L’eccellenza non è quel maledetto algoritmo algebrico per cui la nostra Regione, i nostri Direttori sono costretti ogni mattina a far quadrare i conti, perché se noi pensiamo che ultimamente qualcuno si è inventato il cronometro nelle visite, costringendo i professionisti che devono ricevere i pazienti, in base alla patologia, ad avere 10 minuti piuttosto che 15 minuti per una visita!

Sicuramente l’eccellenza non è neanche quella di consegnare i budget alle strutture private nei mesi di agosto e settembre, no? Facendo capire ad agosto che hanno già superato il budget e quindi dal giorno dopo debbono abbassare la serranda o chiudere, diciamo, alcuni ambulatori o alcuni reparti perché non vengono più rimborsati dalla Sanità.

Ora, queste sono le cose che secondo me andrebbero portate all’attenzione di chi governa questi processi, dal Ministero della Salute, perché noi siamo una Regione sotto commissariamento, all’interno della Cabina di regia della nostra Regione, ma in maniera del tutt5o, diciamo, propositiva, come più volte abbiamo fatto, per far comprendere che a volte la sanità non è fatta solo di cure, ma è fatta in particolar modo di prevenzione. Far comprendere che a volte portare ogni due anni, se non sbaglio, le analisi del colesterolo sicuramente farà risparmiare quei 5-6 euro di analisi, ma se alle persone però viene l’infarto far capire che un giorno di ricovero nelle strutture sanitarie va dagli 800 ai 1200 euro al giorno!

Allora su questa ottica, secondo me, dobbiamo ragionare e dobbiamo continuare a comprendere che un settore così delicato deve essere fatto di proposte, deve essere fatto di un contributo propositivo scevro dalla connotazione politica o dal partito di appartenenza, e soprattutto in momenti che lontani dalle scadenze elettorali possano, diciamo, incidere più sul prendere qualche manciata di voti in più che non dare un servizio qualificato all’interno di un complesso e articolato meccanismo come quello della sanità della nostra Regione.

Vedete, stiamo affrontando e abbiamo affrontato all’interno della Commissione, penso anche con il collega Simeone, in spirito veramente di collaborazione per risolvere i problemi, e lo abbiamo fatto consapevoli che la nostra missione, che ci viene data poi dagli elettori che ci confermano il nostro mandato, debba essere principalmente quella di ascoltare le istanze, le esigenze del territorio, cercare anche di far comprendere, perché a volte la politica è fatta anche di scelte impopolari, quindi far capire, comprendere perché è importante e fondamentale cercare di dare un giusto apporto e un giusto contributo.

Sicuramente il ruolo che hanno in questo momento i Direttori generali è un ruolo abbastanza particolare, perché è un ruolo che deve cercare di far comprendere alla gente, e soprattutto alle tante persone che lavorano in questi settori, medici e paramedici, che ringrazio, io non so quanti siano presenti, perché sono quelli che stanno in prima linea, quindi che affrontano tutti i giorni i disagio della sanità e spesso sono quelli che sono costretti a subire anche le giuste rimostranze dei cittadini che si lamentano per un  servizio forse non proprio adeguato alle loro attività.

E quindi ringrazio in particolar modo anche il Tribunale del malato che è quello che sta a stretto contatto per cercare di dare la giusta rappresentanza alle persone che hanno difficoltà.

E quindi io oggi ascolterò qui con molta attenzione le istanze, le esigenze di questo territorio, io dico sempre che quando si fanno delle scelte sulla sanità un conto è farle a Roma, un conto è anche farle a Latina, altra cosa è farle in territori così vasti come quello di questa mattina, dove l’ospedale più vicino forse è a mezz’ora, dove la chiusura del Poliambulatorio forse avrà creato sicuramente delle difficoltà e soprattutto alle tante persone che spesso forse non fanno quella giusta prevenzione proprio perché sono lontane, proprio perché è difficile trovare un ambulatorio vicino, una struttura sanitaria vicina.

Ecco, questa di questa mattina secondo me sarà un’ottima giornata di lavoro organizzata dal collega Simeone per ascoltare, per sentire, perché dopo aver ascoltato e sentito possono farsi delle scelte, dopo aver ascoltato e sentito si possono prendere delle decisioni e spesso, ahimè, le decisioni che vengono prese, non so chi lo ha detto prima di me, a Roma, sicuramente forse sono decisioni prese non conoscendo la morfologia del territorio, non comprendendo le difficoltà che ha il territorio della Provincia di Latina, che sicuramente è diverso da quello della Provincia di Rieti, che sarà diverso da quello della Provincia di Viterbo, o da quello della Provincia di Frosinone. Soltanto in questo modo siamo in grado, e saremo in grado di poter supportare l’attività di quelle persone che, come il Direttore, dovranno fare delle scelte. Dovranno cercare, all’interno di quella coperta, di coprire un po’ tutto il territorio della vostra Provincia.

 

*Capogruppo Forza Italia in consiglio regionale del Lazio

Per vedere l’intervento video competo clicca qui:

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