Basta morti bianche, più tutele per i lavoratori anziani

Il fenomeno delle morti bianchi in provincia di Latina comincia ad essere a dir poco inquietante. Dopo il decesso di un uomo in un’azienda di stoccaggio di prodotti surgelati a Fondi, oggi registriamo purtroppo la morte di un operario in un cantiere edile in pieno centro a Latina. La tutela del benessere di chi lavora deve rappresentare una priorità condivisa e deve coinvolgere istituzioni, parti datoriali, maestranze e lavoratori stessi in una vera sinergia che parta dalla prevenzione logistica e di dotazioni strumentali alla formazione continua dei dipendenti. Al tempo stesso credo si debba sensibilizzare l’opinione pubblica, attraverso campagne informative, a partire dalle scuole superiori. La sicurezza è un costo, ma sicuramente non è quello il capitolo su cui fare economie.
Le due tragedie di Fondi e Latina ripropongono poi il tema della tutela dei lavoratori meno giovani. Non è un caso che le due vittime avessero 65 e 53 anni. Secondo i dati dell’Inail relativi all’ultimo quinquennio su un totale di 1.256 decessi registrati su scala nazionale, si segnalano 442 infortuni mortali di lavoratori anziani. Quest’ultimi sono una parte crescente della forza lavoro, per cui la gestione della salute e sicurezza per lavoratori in età avanzata è divenuta una priorità. Ritengo altresì necessario rimodulare i servizi sanitari alle esigenze di una popolazione che avanza nell’età coinvolgendo di più la figura del medico competente nella definizione dei compiti lavorativi e dei rischi correlati.

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