Bene approvazione mozione per la prevenzione e lo screening dei tumori al seno maschile

E’ stata approvata oggi all’unanimità in consiglio regionale la mozione che ho presentato e con cui si impegnano il presidente della regione Lazio e gli assessori competenti in materia a porre in atto ogni azione finalizzata a mettere in campo una campagna di informazione diretta alle famiglie, ed in particolar modo agli uomini, sull’esistenza di questa patologia, e dei fattori principali che possono generarne l’insorgenza, al fine di prevenire diagnosi tardive che potrebbero metterne a rischio la sopravvivenza.
Il tumore al seno, che colpisce in Italia ogni anno più di 50.000 donne, infatti, non è una patologia esclusivamente femminile.
Nel 2019 in Italia i casi diagnosticati di tumore al seno nell’uomo sono aumentati, sono arrivati tra 500 e 700 secondo le stime di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica).
Tra tutti i tumori maschili quello al seno, infatti, ha un’incidenza dell’1% contro il 25% di quello alla prostata.
Ma le percentuali si invertono negli uomini che hanno i ‘geni Jolie’, ovvero portatori di mutazioni nei geni Brca1 e Brca2.
La mozione nasce dalla consapevolezza che oggi non esistono screening preventivi specifici.
La prevenzione nell’uomo è assente, per una diffusa mancanza di conoscenza che gli uomini hanno in relazione al problema e per il fatto che essendoci un’incidenza così bassa non esistano programmi di screening.
A differenza di quanto accade per le donne, l’assenza di un programma di screening e la scarsa consapevolezza del problema da parte del sesso maschile contribuiscono a far sì che la diagnosi del tumore mammario nell’uomo avvenga in una fase avanzata rispetto al carcinoma femminile.
In tale contesto studiare l’aumento o la diminuzione dei casi di una malattia è importante per diversi motivi, innanzitutto serve a prevedere il carico sui sistemi sanitari e gli oneri per la società negli anni a venire e a programmare le risorse necessarie.
Inoltre aiuta a generare ipotesi sulle cause che, se dimostrate ed evitabili o modificabili, possono essere oggetto di strategie di prevenzione.
Il nostro compito come istituzioni è contribuire, rispondendo anche all’appello mosso dal mondo medico e scientifico, fare cultura su tale problema e far sì che anche l’uomo prenda coscienza del rischio che potrebbe correre.
La prevenzione è una delle armi migliori che abbiamo a disposizione per combattere malattie insidiose  e troppo spesso letali

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