Bilancio: solita proposta di legge scollegata dalle emergenze che attanagliano i cittadini. Serve una Zingarexit

Oggi in consiglio regionale è iniziata, con la discussione generale, l’analisi del cosiddetto mini collegato al bilancio. In un’aula in cui a farla da padrone erano le sedie vuote della maggioranza e l’assenza, ormai storica e strutturale, del presidente Zingaretti si misurava perfettamente l’incapacità di chi governa questa Regione di agire nell’interesse delle comunità che siamo chiamati a rappresentare. Nella proposta di legge concernente  “Disposizioni concernenti misure integrative, correttive e di coordinamento in materia di finanza pubblica regionale” di integrazioni, correttivi e coordinamenti non troviamo nulla. Tanto che il testo è solo l’ennesimo atto scollegato dalla vita reale, dalle problematiche che attanagliano la vita dei cittadini, degli Enti locali, delle imprese. E’ la sintesi perfetta di una Regione che rispetto ai problemi dei territori si volta dall’altra parte. Lo ha fatto e continua a farlo sull’emergenza legata alla chiusura del Ponte sul Sisto su cui da settimane attendiamo un cortese cenno di riscontro da parte di Zingaretti. E su cui a parte il silenzio non c’è niente. In quattro articoli, compresa l’entrata vigore, oltre a scarni manifesti elettorali non c’è una sola misura che risponda alle tante, tantissime emergenze, dalla sanità alla crisi idrica, dai rifiuti alle infrastrutture, che segnano la vita dei cittadini e che stanno uccidendo i nostri territori. Oggi Zingaretti è chiamato alla responsabilità di governare eppure riesce solo a sottrarsi anche a quelle misure che richiamano al buonsenso. Tanto che solo dopo una lunga battaglia in commissione siamo riusciti a far inserire nella proposta di legge l’emendamento, che in prima battuta era stato rigettato, presentato da Forza Italia per garantire il diritto alla mobilità a tutti i cittadini del Lazio e favorire l’accesso al servizio alle persone con disabilità o mobilità ridotta tramite l’adeguamento del parco mezzi, con l’installazione di apposite piattaforme, di tutte le società che operano nel settore del trasporto pubblico regionale. Un emendamento che puntava ad abbattere le discriminazioni. E che ha dimostrato solo quale sia la sensibilità e la percezione che Zingaretti e la sua giunta hanno della situazione in cui vivono le persone meno fortunate di noi. In questi giorni lavoreremo in aula affinchè le misure correttive presentate siano approvate. Ci impegneremo perché alle solite chiacchiere subentrino i fatti. Dopo quattro anni e mezzo le parole hanno stancato. E l’unica cosa che i cittadini, comprensibilmente, invocano è la Zingarexit.

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