Bilancio: Zingaretti smentito dai suoi assessori. Bagno di sangue nel 2017

I segnali di ripresa e i successi di Zingaretti vengono smontati ad uno ad uno nelle relazioni degli assessori regionali che, settore per settore, a fronte di una consistente riduzione delle somme in bilancio per il 2017 hanno illustrato quello che si potrebbe definire un bagno di sangue. Solo per citare due esempi, oggi l’assessore alla formazione, scuola, università e al turismo, Massimo Smeriglio, in commissione ha detto che “bisogna fare di necessità virtù”. Per il turismo le risorse sono passate, per la spesa corrente, dai circa 7 milioni e mezzo del 2016 ai 3 milioni circa del 2017, mentre per la spesa in conto capitale da oltre 1 milione e 300 mila euro ai poco più di 200 mila euro per il 2017. Per la formazione si passa dai poco più di 100 milioni di euro a poco più di 93 milioni per la spesa corrente, mentre registriamo un timido aumento per la spesa in conto capitale che passa dai poco più di 21 milioni euro ai poco più di 34 milioni di euro per il 2017. L’assessore Ravera, cultura e politiche giovanili, ha scritto nero su bianco che la Regione ha deciso di ridurre l’Irpef e quindi “tale scelta impone una limitazione dei sogni”. L’assessore all’agricoltura Hausmann si limita in una manciata di pagine ad elencare i pochi bandi ed interventi effettuati. Ancora una volta siamo costretti a constatare che la Regione Lazio guidata dal presidente Zingaretti si sta limitando a mettere in ordine sugli scaffali le risorse che arrivano dai fondi europei e nazionali. Nelle relazioni, nelle parole, né tanto meno nelle proposte di legge su bilancio e stabilità, o nella proposta di Documento di economia e finanza regionale 2017 – 2019 c’è una qualche idea, anche solo abbozzata, di programmazione organica, di interventi che passando dalle emergenze, tantissime, in corso, nel settore della salute, dell’occupazione, della dispersione scolastica. Zingaretti e la maggioranza di centrosinistra di fronte ai problemi esistenti si limitano ad alzare le mani. Una buona amministrazione dovrebbe prima comprendere la situazione in atto, poi definire le priorità e trovare le risorse per realizzarle. Zingaretti, invece, fa come quelli che pretendono di vincere alla lotteria senza neanche acquistare il biglietto. Con questa politica arrendista il Lazio non vincerà mai la sua sfida con il futuro e con lo sviluppo.

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