Camere di commercio: l’accorpamento di Latina e Frosinone è realtà ma Zingaretti pensa a rinnovare il consiglio dell’Ente camerale pontino

L’accorpamento delle Camere di Commercio di Latina e Frosinone è diventato realtà. Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, l’8 agosto ha firmato il decreto, in attuazione di quanto disposto dalla cosiddetta riforma Madia del 2016, per il riordino delle Camere di Commercio che passano definitivamente da 95 a 60. A traghettare le Camere di commercio di Latina e Frosinone verso la fusione, entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto, sarà il commissario ad acta nominato dal ministro e già indicato nel decreto stesso. Peccato che, nonostante la firma del decreto fosse nell’aria già da tempo, in barba al buon senso e a quanto disposto dalla legge, il presidente della Regione Lazio Zingaretti, con decreto del 17 luglio 2017 concernente “Individuazione delle organizzazioni alle quali spetta designare i componenti del Consiglio della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Latina” e il commissario della Camera di commercio di Latina che si è dedicato in questi mesi alla predisposizione degli atti propedeutici, hanno pensato bene di avviare le procedure di rinnovo del consiglio camerale. Un consiglio che non ha ragione di essere dato che tra meno di quattro mesi si svolgeranno le elezioni del consiglio camerale unificato che dovrà portare alla guida della nuova Camera di commercio di Latina – Frosinone, che conterà ben 124 mila imprese, i rappresentanti delle associazioni di entrambi i territori. In questo contesto preso atto di quella che ha tutta l’aria di essere una anomala fuga in avanti, ho presentato una interrogazione urgente a risposta immediata, firmata dai colleghi di Forza Italia Mario Abbruzzese, Antonello Aurigemma e Adriano Palozzi, per chiedere al presidente Zingaretti, alla luce di quanto esplicitamente indicato nel decreto del Mise di interrompere immediatamente le procedure di rinnovo del consiglio della Camera di commercio di Latina per consentire al neo commissario ad acta di procedere all’insediamento del consiglio della Camera di commercio di Latina e di Frosinone. La decisione del presidente Zingaretti, che sa tanto di golpe estivo, viola infatti quanto previsto all’articolo 4 del decreto Calenda che stabilisce che “per le Camere di commercio interessate dall’accorpamento le eventuali procedure di rinnovo dei rispettivi consigli sono interrotte a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto o comunque non sono avviate dopo tale data”. Oltre alla inusuale, quanto almeno per noi incomprensibile fretta di procedere  alle elezioni di un consiglio della Camera di commercio di Latina che si potrebbe definire mordi e fuggi, quello che lascia perplessi è inoltre l’estemporanea decisione di bloccare l’Ente camerale impegnandolo anche nei mesi scorsi nelle procedure legate alle elezioni quando l’obiettivo, si sperava, condiviso da tutti era quello di prepararsi alla fase di accorpamento. Inoltre lo scopo della riforma degli Enti camerali ha tra gli obiettivi primari quello di ridurre gli organismi di gestione cercando di rendere gli apparti più snelli e più pronti a rispondere alle esigenze di sviluppo e crescita del tessuto economico che sono chiamate a rappresentare. Ma evidentemente il presidente Zingaretti ama la parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci sostituendo i beni alimentari con le poltrone. Peccato che questa volta la legge gli ha messo i bastoni tra le ruote. Attendiamo fiduciosi una risposta alla nostra interrogazione nella speranza che Zingaretti ammetta l’errore e torni rapidamente sui suoi passi.

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