Camere di Commercio: stop ad accorpamento Latina-Frosinone. Zingaretti ripristini gli organi statutari degli enti

L’accorpamento fra le camere di commercio di Latina e Frosinone non si può fare. Ora si proceda con l’elezione delle cariche dei singoli enti. Alla luce della recente pronuncia del Tar del Lazio, presenterò nelle prossime ore un’interrogazione con risposta scritta al presidente Nicola Zingaretti, con la quale chiedo se non sia il caso di ripristinare gli organi statutari dei singoli enti camerali. Ritengo sia certamente un’ottima notizia quella relativa alla sospensione del giudizio, da parte del Tar, sulla riforma delle Camere di Commercio e la conseguente trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. Mi preme evidenziare che il mio partito, Forza Italia, fin da subito aveva contestato tale riforma, varata dal Governo a guida Pd, che metteva a rischio le autonomie e le specificità territoriali di questi enti. Avevo già portato all’attenzione della Regione Lazio la questione con una interrogazione nel 2017. Peraltro non posso non rilevare proprio la pendenza di numerosi ricorsi in tutta Italia su una riforma che sta creando malumori e perplessità. La trasmissione degli atti alla Consulta indica chiaramente che questa ‘riorganizzazione forzata’ non è nata su basi solide e con i migliori auspici, costringendo i territori a optare per accorpamenti poco graditi e che non significano, automaticamente, risparmio ed efficientamento. La riforma incide anche su enti importanti nel Lazio come quelli di Latina e Frosinone. Ragion per cui l’amministrazione regionale dovrebbe dunque adeguarsi alle pronunce degli organi di giustizia amministrativa. Occorre fare chiarezza una volta per tutte. Circolano infatti indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbe imminente un decreto firmato dal presidente Zingaretti sulla costituzione della Camera di Commercio Latina-Frosinone. Ricordo a tutti che staremmo parlando di un ente unico che in termini numerici sarebbe l’ottavo in Italia. Rappresentativo di oltre 125.000 imprese. Un ‘gigante’ con un patrimonio netto aggregato di circa 25 milioni di euro. La sede legale dell’ente camerale sarebbe stata individuata a Latina, quella secondaria a Frosinone. Sarebbe prevista inoltre un’unica azienda speciale. Secondo questo progetto si procederebbe all’attribuzione di rappresentatività alle singole organizzazioni imprenditoriali. E ultimato questo step si passerebbe all’elezione del presidente, da parte dei consiglieri. Sempre secondo fonti giornalistiche sarebbe intenzione della Regione Lazio definire l’intero quadro tra marzo ed aprile. Il decreto del presidente avrebbe l’effetto di dare alle associazioni di categoria trenta giorni di tempo (dalla notifica) per indicare i nomi dei consiglieri camerali designati. Queste procedure vanno ovviamente bloccate in virtù dell’ultima sentenza del Tar del Lazio. La riforma che prevede il riordino degli enti camerali è di fatto congelata, in attesa del giudizio di legittimità costituzionale affidato alla Consulta. Al presidente Zingaretti chiedo di valutare l’opportunità di ripristinare gli organi statutari dei singoli enti per permetterne la piena operatività.

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