Caso Acqualatina: sono stato diffamato da Calandrini. Pronta querela

In merito alle dichiarazioni di Nicola Calandrini, presidente del Consiglio comunale di Latina, e responsabile provinciale di Fratelli d’Italia, rilasciate durante la trasmissione Monitor andata in onda mercoledì 6 maggio alle 21 su LazioTv, annuncio che a tutela della mia persona e del ruolo politico ed istituzionale che ricopro, ho dato incarico ai miei legali di predisporre querela nei suoi confronti per il reato di diffamazione che verrà presentata nei prossimi giorni all’ autorità competente. Calandrini, nel corso della trasmissione, ha sostenuto che mi sarei recato dal sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi per ottenere la delega finalizzata a rappresentare il Comune di Latina nell’assemblea di Acqualatina del 23 aprile 2015. Affermazioni che non rispondono in alcun modo alla verità dei fatti. Non ho mai avuto incontri con alcuno, meno che mai con il sindaco di Latina. Tra l’altro il presidente Calandrini parla di cose riferite con un metodo che è degno di sistemi totalitari e senza alcun rispetto per le persone chiamate in causa. Metodo che, purtroppo, non è stato utilizzato per la prima volta. Pertanto credo sia indispensabile procedere ad azioni forti a garanzia della mia immagine nei confronti di tutta l’opinione pubblica e di quanti mi hanno affidato l’incarico di rappresentarli in consiglio regionale. In tutta la mia vita politica non mi sono mai permesso di chiamare in causa persone riportando cose dette da altri. E quanto accaduto qualifica chi le usa. Per quanto riguarda la questione del Comune di Latina la mia posizione è sempre stata chiara: rispetto dei ruoli, rispetto delle deleghe ricevute dai cittadini e soprattutto, tutela della dignità dei nostri elettori e del popolo. A questo mi attengo e mi sono sempre attenuto in quanto persona che ama la politica e fa politica tra la gente, che rigetta la dietrologia e che se ha qualcosa da dire o da fare lo fa in modo aperto e trasparente. Passaggi, questi ultimi, che evidentemente non sono condivisi da tutti.

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