Con il piano sociale regionale un nuovo modo di fare welfare

E’ approdato in aula consiliare per l’ultimo via libera il piano sociale regionale denominato ‘Prendersi cura, un bene comune’. La discussione in Consiglio iniziata questa mattina si concluderà nella seduta del 24 gennaio con la votazione finale del documento. Va sottolineato che la settima commissione consiliare permanente, Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, presieduta dal sottoscritto, la scorsa settimana aveva dato l’ok al piano. Questo del Piano sociale è stato un lungo lavoro avviato in Commissione e qui vorrei ringraziare l’Assessore e il Direttore Mantini con tutta la struttura, perché non hanno mai fatto mancare il loro appoggio nell’esame di tutto il documento e possiamo definirlo come il piano regolatore regionale delle politiche sociali e del welfare. Si basa su alcuni pilastri per sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale. Questi i punti essenziali previsti dal piano: 1) più investimenti per contrastare la povertà, 2) reti di solidarietà per aumentare la coesione delle comunità locali, 3) potenziamento dei servizi domiciliari e di prossimità, 4) qualità dell’assistenza garantita con l’introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, 5) punti unici di accesso ai diversi servizi, per renderli più accessibili a tutti e a tutti, 6) favorire l’autonomia personale evitando ogni forma di dipendenza assistenzialistica, 7) maggiore programmazione e valutazione dei servizi, 8) più trasparenza e dati affidabili, 9) potenziamento dei servizi per le persone anziane, 10) investimenti per favorire l’autonomia delle persone con disabilità. Il piano contiene gli obiettivi per razionalizzare, consolidare e migliorare il sistema integrato dei servizi e degli interventi sociali e sociosanitari in tutto il territorio regionale, in favore delle persone, delle famiglie e dei gruppi a maggior rischio di esclusione sociale che devono trovare veloce attuazione. A mio avviso deve essere improntato alla massima flessibilità per garantire, dalla sua attuazione, quella revisione continua e necessaria a garantire che l’amministrazione regionale possa rispondere in modo adeguato e tempestivo il mutevole contesto di riferimento che tale settore richiede, coniugando organizzazione e strategia. La novità principale è data dalla programmazione pluriennale che viene fatta con questo piano. Certamente serve un periodo di adattamento per l’attuazione delle sue finalità. E dico inoltre che chiederemo il parere delle amministrazioni locali per capire quale riflesso positivo o eventuali lati negativi potrebbe rappresentare. Lì dovremo essere capaci di correre ai ripari e rivedere quello che è da rivedere, in maniera tale da dare uno strumento più veloce, più flessibile, più vicino alle reali esigenze del cittadino e delle persone fragili. Mi auguro che questo possa rappresentare un nuovo modo di fare Welfare in Regione tra l’Assessore e la Commissione vedremo di mantenerlo monitorato, per avere delle risposte vere, con step a tre, sei e nove mesi, per capire se ci siano delle correzioni da fare in corso d’opera. Questo è l’intento che ha voluto improntare tutto il lavoro della Commissione, abbiamo cercato di contrarre e limitare i tempi per poter dare una risposta immediata, speriamo di esserci riusciti e di aver prodotto un risultato buono per il nostro territorio. Mi auguravo infine di vedere il presidente Nicola Zingaretti in aula, ma evidentemente ha preferito continuare la campagna elettorale in vista delle primarie. Ormai le sue assenze non si contano più. Peccato, perché il passaggio finale per il piano sociale regionale meritava un’attenzione maggiore da chi guida questo ente.

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