Consorzi di bonifica Agro Pontino: su incarico direttore generale presenteremo esposto alla Procura della Repubblica

Una interrogazione chiara e precisa quella che, a firma di tutto il gruppo consiliare di Forza Italia, abbiamo presentato in merito all’avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di direttore generale  del Consorzio di bonifica agro pontino e del Consorzio di bonifica sud pontino. Abbiamo chiesto al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e all’assessore Refrigeri, di conoscere, previa verifica se la previsione dei 5 anni sia stata una indicazione precisa da parte della giunta, quali provvedimenti la Regione Lazio intende assumere, per modificare l’illogica ed irrazionale durata prevista per l’incarico di Direttore Generale del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino ed il Consorzio di Bonifica Sud Pontino. Una interrogazione la cui risposta, fornita per voce dell’assessore Civita che si è limitato a leggere la nota fornita dagli uffici, è solo l’ennesimo muro rispetto ad ogni forma di buon senso che dovrebbe essere il timone di una amministrazione. L’interrogazione nasce dalla recente legge regionale di agosto 2016 concernente “Disposizioni per la semplificazione, la competitività e lo sviluppo della Regione”, che all’articolo 11 prevede l’avvio del processo di riordino dei Consorzi di Bonifica del Lazio e l’accorpamento dei due consorzi dell’agro pontino in un unico Ente denominato “Consorzio di bonifica Lazio sud ovest”. Il legislatore, in merito, è stato chiaro stabilendo che i commissari, i sub commissari e i revisori dei conti debbano lasciare il proprio incarico all’insediamento degli organi dei Consorzi di bonifica. Lo ha fatto per non lasciare strascichi e garantire agli organi ordinari, legittimamente eletti dai consorziati, di effettuare le scelte più opportune per il governo dell’Ente. Ed in questo contesto non può, e non deve fare eccezione, l’incarico di direttore generale. Passaggio ignorato dal Commissario straordinario dei Consorzi dell’agro pontino che tra le attività poste in essere ha inserito anche l’adozione di un avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di Direttore Generale a tempo determinato del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino ed il Consorzio di Bonifica Sud Pontino, per la durata di cinque anni rispetto ai 2 previsti per quelli commissariali. Quello che abbiamo messo in discussione non è la legittimità dell’azione posta in essere né tanto meno la scelta che poteva essere fatta anche intuitu personae. Quello che abbiamo chiesto era di applicare il buon senso consentendo a chi verrà dopo questa fase straordinaria di governare. La norma è chiara e punta proprio a non lasciare intralci alla gestione ordinaria ad opera dei consorziati. Tra l’altro per garantire l’efficienza e l’efficacia di un Ente il direttore generale è nominato dagli amministratori dello stesso Ente, come ribadito dal Codice Civile. Inoltre, in virtù dello spoil system, gli alti dirigenti della pubblica amministrazione cambiano con il cambiare del governo di un Ente per evitare che i nuovi organi rischino di essere vincolati al permanere della precedente dirigenza.  Purtroppo, però, al buon senso di fronte ad una illogica quanto immotivata dicotomia sulla durata degli incarichi, Zingaretti ed i suoi hanno anteposto la solita arroganza e prepotenza. Ci aspettavamo una risposta diversa, quella di raccomandare al commissario una durata dell’incarico di direttore generale in linea con il suo e quindi pari a due anni. Evidentemente questo buon senso non rientra nel Dna di chi oggi amministra questa Regione e noi andremo avanti sull’unica strada possibile che è quella della denuncia. Lo abbiamo fatto con le nomine dei commissari delle Ater. Faremo la stessa cosa in questo caso presentando un esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.

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