Consulenze esterne, Zingaretti si beffa del Tar e affida nuovi incarichi esterni

Il presidente Zingaretti non riesce a desistere dall’affidamento degli incarichi esterni neanche dopo la reprimenda del Tar. Oggi è stato, infatti, pubblicato sul Burl il conferimento dell’incarico esterno di responsabile della Struttura “Rapporti con gli Enti Locali, le Regioni, lo Stato, l’Unione europea”, che contraddice in maniera evidente quanto contenuto nelle sentenze del Tribunale amministrativo. Proprio il Tar meno di una settimana fa ha stabilito, infatti, che la Regione Lazio ha superato il limite previsto dalla legge, l’8% della relativa pianta organica, per il conferimento degli incarichi dirigenziali a soggetti esterni all’amministrazione. Ha constatato che la Regione Lazio non ha provveduto ad effettuare un’adeguata programmazione triennale ed annuale del fabbisogno di risorse umane affidando gli incarichi esterni sulla base dell’erroneo presupposto dell’assenza di professionalità interne idonee ad assumere tale incarico. Ed infine, come abbiamo più volte evidenziato, il presidente Zingaretti nonostante fossero presenti all’interno dell’amministrazione professionalità rispondenti ai profili richiesti ha comunque deciso di ricercare il personale all’esterno. La legge, quindi, parla chiaro e non è soggetta a interpretazioni personali. L’amministrazione pubblica può affidare incarichi esterni nella misura massima dell’8% e nel caso della Regione Lazio, almeno sulla carta, parliamo di 19 dirigenti. Invece l’elargitore Zingaretti è arrivato al record mondiale di 68 consulenze esterne, causando un evidente danno all’erario – tra l’altro già accertato dalla Corte dei Conti – e demolendo la già bistrattata dignità professionale del nostro efficiente personale dipendente. E proprio oggi, destino cinico e baro, al Question time del Consiglio regionale, è stata affrontata l’interrogazione a risposta immediata che ho presentato con il collega Palozzi, in cui chiediamo a Zingaretti se, prima di procedere alla ricerca di professionalità esterne, sia stato svolto un attento monitoraggio tra gli oltre 200 dirigenti della Regione per verificare se qualcuno rispondesse a requisiti, profili e competenze richieste; per quale ragione nei meccanismi di selezione si prevede l’invio dei curricula dei candidati agli incarichi esterni a Londra; chi è il soggetto deputato al vaglio di questi 8 milioni di curricula, di cui il presidente orgogliosamente parla; quali sono i costi di questa procedura ‘internazionale’; e se la dichiarazione dei sindacati, “…nei fatti i curricula si fermavano alla palazzina A…” della sede della giunta regionale è vera. Quesiti chiari, che avrebbero richiesto spiegazioni precise e circostanziate. Peccato però che Zingaretti, ‘forte’ del solito impegno istituzionale non si sia nemmeno presentato in aula e la risposta, affidata alla malcapitata assessore Visini, si sia dimostrata evasiva, a tratti imbarazzante. Il presidente Zingaretti ancora una volta ha dimostrato totale incompetenza amministrativa e massima noncuranza della legge riuscendo in un colpo solo ad affidare l’ennesimo incarico esterno e a non rispondere a quattro semplici domande deludendo fortemente le attese dei cittadini e dei consiglieri.

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