Controversie sanitarie, passo in avanti legge per rafforzare la conciliazione

Accolgo con soddisfazione l’approvazione della legge regionale che apporta modifiche necessarie per migliorare e rafforzare l’attività di conciliazione delle controversie tra cittadini ed enti pubblici, intervenendo sulla struttura e sull’organizzazione della Camera regionale di conciliazione. Con l’ultimo passaggio in Consiglio si è concluso l’iter iniziato nelle scorse settimane e che ha visto il testo sottoposto all’esame della commissione Sanità.
La possibilità di ricomporre eventuali controversie al di fuori dell’aula del tribunale è sicuramente un aspetto importante per abbassare il tasso di litigiosità e di pericoloso conflitto tra cittadini e istituzioni preposte alla salute della collettività. Certamente è positivo per i cittadini poter rafforzare un percorso extragiudiziale breve e low cost per essere risarciti, in caso di contenzioso, dalle aziende a partecipazione regionale, in particolare da quelle sanitarie e ospedaliere. Questo avviene grazie alla Camera di conciliazione regionale. Le nuove disposizioni assegnano al Consiglio direttivo della Camera regionale di conciliazione il compito di adottare le linee di indirizzo per l’espletamento delle attività della Camera; proporre all’Istituto Jemolo, per la successiva adozione, il regolamento dei lavori della Camera; redigere, in collaborazione con l’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione a Roma e nel Lazio, il rapporto annuale sull’attività della Camera.
E’ utile ricordare che chi ritiene di aver subito un torto o un danno può presentare domanda di conciliazione per importi non superiori a 50.000 euro indirizzandola, anche via e mail, all’Istituto regionale di studi giuridici ‘Carlo Arturo Jemolo’ e pagando solo 30 euro per l’istruttoria. Entro 90 giorni il procedimento deve essere concluso e nei 30 successivi, se è stato stabilito un rimborso, questo deve essere liquidato. Io ritengo che occorra da un lato assicurare al cittadino un più rapido soddisfacimento delle proprie richieste e dall’altro garantire alle amministrazioni di ridurre i pesi finanziari e amministrativi delle liti. Ricordiamo che la legge prevede l’obbligatorietà da parte delle aziende regionali di inserire nella loro carta dei servizi la clausola della conciliazione per danni di importo non superiori a 50.000 euro. Ovviamente non è la soluzione completa a tutti i problemi che perdurano nell’insieme della Sanità pubblica. Ma credo che se ne possa giovare anche la pubblica amministrazione, tanto come risparmio di risorse quanto come recupero di credibilità e fiducia da parte dei cittadini

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