Convocherò la commissione Sanità sui PPI. Verifiche su impegni presi dalla Regione Lazio

Ritengo necessario intervenire nuovamente sul tema dei Punti di Primo Intervento. Come è noto, meno di un anno fa è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno da me presentato e sottoscritto da tutti i componenti della commissione Sanità, unitamente ad altri consiglieri regionali della maggioranza e dell’opposizione, al fine di scongiurare la chiusura dei punti di primo intervento nel Lazio.
Nell’odg si impegnava la Regione a rinviare al 31 dicembre 2019 il superamento del sistema attuale previo l’avvio e l’attivazione di un programma di implementazione dei servizi e delle reti assistenziali in grado di: 1) definire il futuro di ogni singolo presidio del Lazio, puntando al suo potenziamento e valorizzazione all’interno della rete di emergenza sanitaria territoriale; 2) costruire il sistema di offerta sanitaria territoriale tenendo in considerazione la conformazione geografica infrastrutturale dei singoli territori; 3) implementare i servizi offerti; 4) ricondurre l’ospedale per acuti al suo naturale ambito di risposta assistenziale prevalentemente indirizzata all’emergenza e alle condizioni cliniche di elevata complessità; 5) potenziare il ruolo del distretto sanitario al fine di realizzare una vera presa in carico del paziente cronico; 6) potenziare l’attività sanitaria territoriale per trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie di bassa gravità; 7) concretizzare la continuità tra polo ospedaliero e rete territoriale; 8) evitare il depotenziamento dell’offerta sanitaria nei singoli territori con ogni strumento a disposizione. E’ stato dato un mandato chiaro alla giunta Zingaretti di eseguire atti consequenziali e risolutivi.
Assumendo iniziative concrete per potenziare l’assistenza sul territorio. Prendiamo il caso dei Punti di Primo Intervento in provincia di Latina. Vi sono circa centomila accessi ogni anno, in pratica circa 270 al giorno. Con il superamento dei PPI dove andranno questi utenti? Tutti nei Pronto Soccorso di Latina, Formia, Terracina e Fondi?
Con una giusta programmazione si puo’ pensare di intercettare buona parte di questi accessi, indirizzandoli verso servizi nuovi. E magari solo una minima parte sarebbe destinata alle strutture d’emergenza dei principali nosocomi del territorio pontino. Si garantirebbe in questa maniera una rete assistenziale migliore, innalzando l’offerta, senza provocare un ulteriore ingolfamento dei Pronto Soccorso.
Ad ogni modo e’ mia intenzione convocare la commissione Sanità alla ripresa dei lavori, per affrontare il tema dei PPI e fare chiarezza sul loro futuro. E’ nostra intenzione verificare quanto è stato fatto durante quest’anno relativamente agli 8 punti che impegnavano l’amministrazione regionale.
Mi auguro che il presidente Zingaretti non sia troppo distratto da altre vicende, in primis la crisi di governo. O comunque da questioni che lo stanno ulteriormente distogliendo dai gravi problemi della sanità laziale.
Ricordo a tutti che chi gestisce e governa da circa 6 anni e mezzo la sanità nella nostra regione, sono Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato. Sono loro a dare le carte, noi di Forza Italia purtroppo non siamo al governo. A noi spetta il ruolo di oppositori e controllori. Un compito che svolgiamo quotidianamente a fianco dei cittadini e nell’esclusivo interesse degli utenti del servizio sanitario. Ebbene quindi rinfrescare la memoria a quanti hanno dimenticato alcuni passaggi politici avvenuti lo scorso anno.
Io sono diventato presidente di commissione in quanto voluto dai consiglieri dell’opposizione. Mi rivolgo in particolare agli amici del Comitato civico di Cori. Loro sanno benissimo che al governo della Regione Lazio c’è il Pd di Zingaretti.
E dal momento che il Comitato si oppone alla chiusura del PPI, mi chiedo, per quale motivo i suoi componenti hanno contribuito a dare un forte consenso al governatore del Lazio alle scorse elezioni?
Ricordo che il 4 marzo 2018 relativamente al dato delle regionali nel Comune di Cori l’attuale presidente ha ottenuto circa il 43% dei voti.
Mi verrebbe quasi da dire, ‘chi è causa del suo male pianga se’ stesso’. Ma qui c’è in ballo la salute dei cittadini. Da parte mia c’è la volontà di incalzare l’attuale amministrazione regionale sul rispetto degli impegni presi. I Punti di Primo Intervento rappresentano dei presidi fondamentali. Bisogna salvaguardare servizi e prestazioni indispensabili a garantire il rispetto del diritto alla cura per i nostri cittadini. Per loro e per le nostre comunità continueremo a dare battaglia in commissione ed in aula

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