Cultura: il Museo del neorealismo a Fondi diventa realtà

In consiglio regionale è stato approvato, nel corso della lunga maratona che ha contraddistinto la discussione dell’articolato della proposta di legge sul cosiddetto mini collegato al bilancio, l’emendamento a firma mia e del consigliere Enrico Forte, per l’Istituzione del Museo del Neorealismo a Fondi. Si tratta di un risultato importantissimo sul piano culturale e sociale che risponde all’appello di cinque Comuni, Fondi, Lenola, Sperlonga, Itri e Monte San Biagio, che hanno proposto, con deliberazione di consiglio comunale, al presidente della Regione Lazio di approvare l’istituzione del Museo del Neorealismo a Fondi. E fa seguito alle deliberazioni dei consigli provinciali di Latina e di Frosinone che hanno espresso il proprio sostegno all’istituzione del “Museo del Neorealismo” a Fondi. Il celebre regista Ettore Scola ha detto: “Libero de Libero, Giuseppe De Santis e Domenico Purificato – figli illustri di Fondi – sono tra i protagonisti del rinnovamento culturale della letteratura, del cinema e della pittura in Italia. Con loro il Neorealismo ha indagato ed illustrato con anima e stile nuovi il rapporto che lega l’uomo e la terra nella quale vive. Ancora oggi il modello estetico ed intellettuale ispira la formazione delle nuove generazioni”. Basterebbe questo, credo, per spiegare le ragioni che sono alla base dell’emendamento che abbiamo presentato. Sarebbe stato sufficiente questo per dimostrare che non si è trattato di una battaglia campanilista. Ma di una battaglia legata al rispetto di quella storia, di quei paesaggi e di quelle radici che grazie a De Santis, Purificato e de Libero sono diventati patrimonio della cultura cinematografica, letteraria e culturale del Lazio e dell’Italia nel mondo. Realizzare il Museo del Neorelismo proprio a Fondi significa, infatti, innestare nel terreno fertile, che ha dato i natali ed ha ispirato nel corso della loro carriera coloro che sono stati tra i protagonisti principali del Neorealismo, il luogo adeguato in cui conservare la memoria di un periodo florido e propositivo della cultura italiana a tutti i livelli. Significa creare il luogo in cui poter aprire e sviluppare il fecondo dibattito con intellettuali che a quella esperienza culturale dedicano i loro studi, insieme ai cineasti che la richiamano alle proprie espressioni artistiche alimentando la formazione delle nuove generazioni. Il Museo del Neorealismo può nascere solo a Fondi, luogo emblematico della cinematografia di De Santis e del Neorealismo, oltre che centrale nel contesto territoriale della Ciociaria. Perché solo i luoghi dove vive la cultura alta e disinteressata possono essere volano di evoluzione sociale, economica e culturale. Con questa scelta abbiamo dato una risposta ai cittadini, agli studiosi, agli intellettuali che ora potranno contare su un polo culturale di riferimento, a livello nazionale ed internazionale, non solo per la corrente artistica del Neorealismo. Questo Museo, infatti, sarà anche il centro in cui far crescere ed alimentare la vita culturale di un Paese intero che nel Neorealismo ha trovato una nuova voglia di riscatto grazie a, riprendendo le parole di Calvino, quell’insieme di voci capaci di portare alla ribalta le “Italie” rimaste sino ad allora inedite. Ora la giunta regionale, con deliberazione da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, sentite le competenti commissioni consiliari, individuerà i criteri e le modalità di composizione, organizzazione e funzionamento del Museo. La cultura e la storia in quest’opera si fondono all’insegna dell’arte e della crescita delle comunità che rappresentiamo all’insegna dell’eccellenza.

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