Edilizia scolastica, grazie a Renzi e Zingaretti a rischio oltre 24 milioni di euro di risorse nel Lazio

Edilizia scolastica, quel pasticciaccio esplosivo Renzi – Zingaretti. Un percorso costruito ad arte per un bando a cui potevano partecipare solo quei Comuni che, anticipatamente, erano stati informati tanto da poter predisporre tutto il necessario ed essere pronti al nastro di partenza. Alla base del capolavoro creato c’è il decreto con il quale il Miur ha proceduto a ripartire tra le Regioni i 300 milioni di euro dei fondi Inail definendo i criteri per l’acquisizione delle manifestazioni di interesse degli enti locali interessati alla costruzione di scuole innovative. Il 28 agosto 2015 il Ministero ha trasmesso alle Regioni il decreto che assegna al Lazio risorse pari a 24.441.381,17 euro, per la realizzazione di almeno uno e fino a cinque interventi sul proprio territorio, e impone di provvedere a comunicare l’esito della selezione entro e non oltre il 15 ottobre 2015. La Regione Lazio quindi, con una rapidità unica, un mese dopo, con la deliberazione n.497 del 25 settembre 2015 approva l’avviso “per la raccolta delle manifestazioni di interesse degli Enti locali interessati alla costruzione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento”. L’avviso, destinato agli Enti locali, è stato pubblicato sul Burl del 29 settembre con scadenza il 2 ottobre. Non serve un matematico per comprendere che i Comuni avevano solo 72 ore per preparare la domanda di adesione al bando corredata di una serie di chiarimenti, oltre all’ortofoto dell’area di intervento, aerofotogrammetria, sezioni significative dell’area, estratti planimetrici del piano urbanistico comunale e relative norme tecniche di attuazione e di eventuali piani e di eventuali piani paesaggistici e/o territoriali, regolamento edilizio del Comune e/o dei Comuni interessati ed altro ancora. Un tempo impossibile da rispettare anche per quei Comuni che avessero avuto un progetto pronto nel cassetto. Un tempo accessibile solo a quei Comuni, e siamo curiosi di conoscerne al più presto l’identità, che erano già a conoscenza di questa opportunità. Ora qualcuno ci dirà che la regione Lazio si è dovuta attenere a quanto previsto dal Governo. E il Governo dirà che la Regione non è stata sufficientemente rapida nel procedere alla pubblicazione del bando. Noi diciamo semplicemente che con queste modalità probabilmente avremo sprecato oltre 24 milioni di euro che potevano essere utilizzati per creare una, o più scuole, tecnologiche e contemporanee in cui far studiare i nostri figli. Noi diciamo che chi amministra, a qualsiasi livello, dovrebbe calibrare tempi e modi per gli investimenti al fine di far partecipare il numero maggiore possibile di Comuni ed Enti che possono migliorare i servizi offerti ai cittadini. Noi confermiamo solo quello che sosteniamo ormai da tempo cioè che con la superficialità e l’approssimazione, di cui Renzi e Zingaretti sono maestri, questa Regione e questo Paese non cresceranno mai. Certo è che continueremo a verificare il percorso di questo avviso per capire quali saranno, e da chi sono amministrati, i Comuni campioni di rapidità ed efficienza nel partecipare e magari ad aggiudicarsi le risorse. Come diceva Andreotti a pensar male si sbaglia ma a volte ci si azzecca. Speriamo questa volta di esserci solo sbagliati e che si prenda atto dell’inutilità di un avviso concepito con criteri come questi.

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