Emergenza casa, la Regione solidale di Zingaretti cancella il fondo di sostegno agli affitti 2016

Fondo per il sostegno alla locazione, in sordina il presidente Zingaretti ha cancellato tutte le procedure e le attività regionali riguardanti l’annualità 2016. Un avviso, rivolto a cittadini e Comuni del Lazio, che differentemente a quanto accade per ogni sassolino partorito da Zingaretti non è stato accompagnato da squilli di tromba. Della notizia c’è evidenza solo sul sito istituzionale della Regione ma nessuna altra traccia. Questo a dimostrazione del fatto che Zingaretti preferisce glissare su quelli che sono evidenti fallimenti di una Regione che doveva cambiare, che ha immaginato tanto, ma che sta facendo salti da gigante solo nel passato. E solo un anno fa, riferendosi all’importanza di questo fondo, l’assessore Refrigeri aveva affermato, questa volta con ampia diffusione sulla stampa, che “questa Regione aveva aggiunto un altro tassello a sostegno di quella parte di cittadinanza che necessita di un supporto economico fondamentale per vedere esaudito il proprio diritto all’abitare”. Viene da domandarsi dove sia finito il rispetto di questo diritto oggi e perché la Regione Lazio non abbia cercato di reperire da sola le risorse per poter garantire a chi è in maggiore difficoltà, stando anche gli effetti di questa pesante crisi economica, un contributo per il pagamento dell’affitto. Il Fondo nazionale di sostegno alla locazione, dedicato alle famiglie meno abbienti e in difficoltà nel pagamento dei canoni di affitto, è stato istituito con legge 431/98 e con la legge regionale 12 del 1999 la Regione Lazio stabilisce, all’articolo 14, che tale fondo è alimentato, oltre che dalla quota parte derivante dalla ripartizione tra le Regioni del fondo nazionale, anche da contributi regionali determinati annualmente con la legge di bilancio che oggi Zingaretti si è guardato bene dal prevedere per l’annualità 2016. In momenti di difficoltà come questi, in cui le famiglie sono sul baratro della disperazione, una Regione che si definisce solidale doveva inserire le somme necessarie a garantire l’erogazione del contributo. Con o senza Renzi, Zingaretti doveva assicurare continuità a questo strumento, indispensabile per tantissimi cittadini del Lazio per non soccombere alla crisi. Il tutto a fronte di dati tutt’altro che rincuoranti. L’Istat, in una delle ultime ricerche, ha sottolineato che le famiglie a basso reddito, con alloggio in affitto, sono costrette a spendere oltre la metà del proprio stipendio per sostenere le spese dell’abitare. Basta guardare i dati della Caritas che evidenziano un numero sempre crescente di persone costrette, a causa anche della perdita del lavoro, a recarsi presso strutture assistenziali per avere sostegno e cibo. Questa tipologia di misure non può essere attuata con la logica del canguro tanto cara al centrosinistra saltando da una annualità all’altra tra cancellazioni e rifinanziamenti. I cittadini, le fasce deboli della nostra società, per sopravvivere hanno bisogno di continuità e di una burocrazia meno complessa. Gli stessi Comuni senza continuità e certezza dei fondi non hanno modo di programmare gli interventi necessari a garantire dignità per i propri cittadini e il diritto ad una casa. Zingaretti ancora una volta ha dimostrato di essere incapace a reperire e gestire le risorse proprie di questa Regione guardando alle fasce deboli e sostenendo le famiglie in difficoltà. Una buon amministrazione, per essere tale, deve dimostrare di saper cogliere le criticità e di trovare le misure proprie per risolverle, senza aspettare la manna dal cielo.

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