Emergenza pronto soccorso: serve più personale e potenziare il territorio

Patient on stretcher being rushed down corridor (blurred motion)

Condivido nella sostanza le proposte formulate dal sindacato Anaao-Assomed relativamente ad una possibile riforma di sistema dei Pronto Soccorso. Concordo in particolare sulla necessità di venire incontro alle esigenze degli operatori sanitari, dai medici agli infermieri, passando per il personale ausiliario, migliorando le loro condizioni di lavoro. Da tempo denuncio come in diverse realtà ospedaliere del Lazio, soprattutto per via della carenza di organico, vi siano medici costretti ad eseguire turni massacranti, rinunciare anche ai legittimi riposi, ad effettuare le guardie, gli interventi, a provvedere alle emergenze e all’assistenza dei pazienti ricoverati. Tutto questo ritengo sia insostenibile. Il diritto alle ferie va difeso e possibilmente incrementato. E’ certamente fondamentale che gli organici dei Pronto Soccorsi siano potenziati, anche per ridurre il rischio di violenze verso gli operatori. Su questo tema quale componente dell’osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori sanitari ho presentato alcune proposte. Ritengo prioritario il miglioramento della fase dell’accoglienza nei Pronto Soccorso, ma soprattutto è sempre più urgente la presenza o l’implementazione della vigilanza nelle strutture ospedaliere, per dare adeguate garanzie di sicurezza agli operatori. Oltre naturalmente alla necessità di prevedere un sistema di videosorveglianza adeguato.

Tra le priorità non c’è dubbio vi sono i provvedimenti per contenere il fenomeno del sovraffollamento dei Pronto Soccorso. Apprezzo la proposta legata al coinvolgimento di medici medicina generale, medici liste guardia medica, 118 e Specialisti ambulatoriali, per la gestione dei codici bianchi, oltre all’implementazione dei Sistemi di Telemedicina. Ma soprattutto condivido in pieno la richiesta di una migliore assistenza territoriale. Ribadisco come manchi la capacità, da parte di chi ha governato la Regione Lazio, di creare una rete territoriale di assistenza basata su una sinergia tra Case della salute, ambulatori di medicina generale, distretti sociosanitari e ospedali. Oggi medici, infermieri e tecnici, in assenza di interventi rapidi e di programmazione seria, sono gli unici che fanno i salti mortali per dare adeguata assistenza ai pazienti. Mi auguro che l’amministrazione Zingaretti prenda spunto da queste proposte e voglia venire incontro alle esigenze del personale sanitario.

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