Emergenza rifiuti: impianto di Castelforte bloccato, Zingaretti risponda in consiglio su quanto accaduto

Rifiuti, l’impianto di Castelforte è bloccato. La società Centro servizi Ambientali, che gestisce il sito di Castelforte, ha comunicato in una nota inviata al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al prefetto e all’assessorato competente che a partire dal 13 maggio, a causa dell’impossibilità oggettiva di conferire il CDR presso il termovalorizzatore di San Vittore, e presso gli altri siti del Lazio, è stata costretta a bloccare il conferimento da parte dei Comuni di Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Spigno Saturnia, Gaeta e Formia. Una situazione che potrebbe creare gravi danni sia sul piano ambientale che dell’igiene pubblica e su cui ho presentato una interrogazione urgente a risposta immediata a Zingaretti e all’assessore all’ambiente Civita, per sapere se sono a conoscenza del fatto che a partire dal 13/05/2015 l’impianto gestito dalla Centro servizi Ambientali di Castelforte ha comunicato l’impossibilità oggettiva di conferire CDR/CSS e relativo sottovaglio presso gli impianti della Regione Lazio; se è a conoscenza del fatto che anche gli altri siti hanno comunicato il blocco dei conferimenti stante la manutenzione straordinaria in atto e che pertanto la società è stata costretta a sospendere i conferimenti dei rifiuti CER in ingresso provenienti dai Comuni a partire dal 13/05/2015; se ha intenzione di rivedere la dotazione impiantisca del Lazio, e degli ATO di riferimento, che come dimostra quanto accaduto alla Centro servizi Ambientali di Castelforte risultano essere insufficienti ed inadeguati a garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti nel rispetto dei principi di prossimità. E, soprattutto, ho chiesto di conoscere quali azioni urgenti intende mettere in atto per garantire la ripresa della piena operatività dell’impianto gestito dalla Centro servizi Ambientali di Castelforte, nel pieno rispetto dei principi di prossimità sanciti dal Piano regionale dei rifiuti vigente, per evitare ripercussioni negative sul piano igienico ambientale e la tutela dei cittadini, nonché quando intende procedere alla redazione di un nuovo Piano regionale dei Rifiuti. Il settore dei rifiuti, infatti, grazie all’inerzia di Zingaretti è fermo all’anno zero. E la situazione non fa che peggiorare nel disinteresse assoluto di una Regione che ha il compito di programmare e gestire questo settore importantissimo per le comunità che rappresentiamo. Quanto accaduto evidenzia che gli impianti identificati nel piano non sono adeguati e numericamente sufficienti per rispondere in modo efficienze alle esigenze dei Comuni ricadenti nell’ambito di riferimento. Zingaretti aveva assicurato che il nuovo piano regionale dei rifiuti sarebbe stato definito entro dicembre 2013. Siamo a metà 2015 e non abbiamo visto nulla se non il costante rincorrere le emergenze. Il risultato è che oggi siamo costretti a confrontarci con tutti i limiti di un piano che risale al 2012, nato già vecchio, e strutturato in modo schizofrenico senza alcun rispetto dei principi di sussidiarietà e prossimità. I ritardi della Regione Lazio nel redigere ed approvare un nuovo piano, colmando i limiti, le distorsioni territoriali e le inadempienze contenute nel piano vigente rischia di creare danni economici e di gestione del ciclo dei rifiuti nei Comuni interessati. Il caso della Centro servizi Ambientali dimostra come il piano regionale dei rifiuti vigente sia incapace di garantire l’autosufficienza dei singoli ATO nonché il rispetto delle procedure necessarie ad assicurare il completamento del ciclo di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti. Il Piano regionale dei rifiuti del Lazio vigente disattende il principio di prossimità, non offre pianificazioni, non definisce criteri per la localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento, non fornisce prescrizioni su una gestione integrata, non costruisce la completa autosufficienza dei bacini territoriali e viola i principi costituzionali in tema di lealtà e collaborazione tra enti istituzionali. Inoltre il blocco da parte dell’impianto di San Vittore alla ricezione del CDR/CSS proveniente dalla Centro servizi Ambientali non rispetta quanto previsto dal Piano regionale dei rifiuti che prevede che anche il recupero energetico dei rifiuti urbani indifferenziati deve avvenire in uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione o raccolta, comunque all’interno del territorio regionale e di utilizzare i metodi e le tecnologie più appropriate a garantire un alto grado di protezione dell’ambiente e della salute pubblica. Ma di fronte a tutto questo Zingaretti tace. Quanto accaduto è gravissimo e mi auguro che il presidente almeno questa volta abbia il coraggio di venire in aula per rispondere alla interrogazione e dare quindi risposte chiare e serie ai cittadini.

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