Enti parco, nuove nomine per Zingaretti

Enti parco, Zingaretti continua ad ignorare quanto previsto dalla spending review. Sarebbe stata emanata una circolare, con la quale il presidente della Regione invita gli attuali commissari dei parchi ad indicare la terna di persone tra le quali si sceglierà il nuovo direttore. Si tratta di una scelta non condivisibile perché verrebbe effettuata dal commissario che, per la natura giuridica del suo ruolo, non dovrebbe occuparsi di atti e decisioni che esulano dall’ordinaria amministrazione. Si tratta di una possibilità che contrasta con quanto previsto dallo statuto regionale. Lo Statuto prevede che gli incarichi di direzione degli Enti parco siano conferiti dai rispettivi organi di amministrazione. La legge regionale prevede che il direttore dell’ente di gestione è assunto a seguito di concorso pubblico per titoli ed esami. Nonostante questo il presidente della Regione procede, dal giorno del suo insediamento, a colpi di slogan che si contraddicono nei fatti. Si parla della riduzione della spesa pubblica ma nel concreto aumenta il peso degli incarichi esterni, Zingaretti ne ha già collezionati circa una trentina, e non fanno eccezione i direttori dei parchi regionali. Per queste ragioni ho presentato un’interrogazione urgente per sapere: quanti siano i direttori che Zingaretti intende nominare e se la nomina riguarda solo gli enti parco o anche tutte le altre aree protette; quale sia la tempistica per il ripristino e l’insediamento degli organi degli enti parco e se si intenda accelerare le procedure di insediamento per ridare voce alle comunità locali interessate. Credo sia opportuno che Zingaretti verifichi la legittimità dell’attribuzione, agli attuali commissari dei Parchi regionali, del compito di indicare la terna di persone tra le quali verranno scelti i nuovi direttori, tenendo conto che tale designazione è ascrivibile agli atti di alta amministrazione che richiedono la funzione collegiale del consiglio direttivo. Inoltre, nel rispetto di quanto previsto dalla legge sul contenimento della spesa pubblica, vogliamo sapere se a parità di competenze e requisiti Zingaretti intenda dare priorità ai dipendenti regionali. Decisione che garantirebbe di ridurre, o comunque contenere, la spesa a carico dell’ente. In caso contrario, infatti, l’unico risultato sarebbe un aumento della spesa che evidenzia l’incapacità di Zingaretti di essere consequenziale con le numerosissime dichiarazioni di intenti che rilascia in pubblico. Noi crediamo e vogliamo una amministrazione regionale rinnovata all’insegna della trasparenza, della meritocrazia e del risparmio ma purtroppo ci scontriamo con queste fughe in avanti del presidente e della sua giunta che restano inaccettabili, anti democratiche e deleterie per le casse della Regione. Il nuovismo efficientista di Zingaretti nasconde, neanche con eleganza, metodi vecchi e vecchia occupazione di poltrone per gestire micropoteri diffusi per cercare facile consenso.

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