Fazzone: “La sanità per crescere ha bisogno di una rivoluzione seria fatta di investimenti e scelte… non di tagli indiscriminati”

* Sen. Claudio Fazzone

 

Grazie, buon giorno a tutti, consentitemi un saluto a tutti i relatori e un saluto particolare a una persona che è qui in prima fila, che ha svolto anche funzioni importanti in Regione, che è l’amico Raniero Benedetto, che oggi fa il suo compleanno, quindi auguri…

Io ho ascoltato gli interventi con attenzione da quando sono arrivato, mi scuso con quelli che non ho ascoltato che hanno parlato prima del mio arrivo, io ho una visione tutta mia della sanità, basata sull’esperienza che ho fatto direttamente da cittadino e da politico girando per le strutture, cercando di conoscere i problemi che affliggono le nostre strutture, e per questo mi viene fuori qualcosa che va in contrasto con il pensiero politico rispetto ad una vera ristrutturazione sanitaria che secondo me necessita in questo Paese.

La riorganizzazione sanitaria ha due fasi, una è una revisione della legge nazionale rispetto alle competenze nazionali di riforma, e poi una rivisitazione di quelle che sono le competenze, la maggior parte delle competenze che riguardano le Regioni che poi distribuiscono attraverso le Asl. Per prima cosa io abolirei o ridurrei in maniera drastica le competenze delle Asl, dei direttori generali delle Asl, proprio come struttura, ritengo queste strutture superate, piene di personale che non fa nulla, che creano solo burocrazia e problemi, possono essere molto più snelle con un direttore generale che deve fare che cosa? Controllare semplicemente che la programmazione che viene fatta dalla Regione, che è competente, sia applicata all’interno delle strutture ospedaliere, le quali strutture ospedaliere devono gestire il proprio budget con una autoelezione all’interno di un comitato, senza la politica, che vada a gestire rispetto alle peculiarità, alle specializzazioni di quell’ospedale, quella che è la professionalità che può esprimere, credo che questo comporterebbe un maggiore avvicinamento della sanità ai cittadini e metterebbe definitivamente fuori questa parola che c’è sempre, la “politica” in mezzo a qualsiasi cosa, nell’interesse che funzioni la sanità, e credo che tutte le forze politiche debbano avere un unico obiettivo, possiamo avere strade diverse per raggiungere quell’obiettivo ma l’obiettivo è comune, cioè quello di avere una sanità che sia sempre migliore nella capacità di offrire servizi agli utenti, poi le strade possono essere diverse, ma l’obiettivo è comune, e credo che su questo obiettivo dobbiamo tutti quanti insieme lavorare.

Poi c’è un altro problema, quando si cambiano le Direzioni si smantella quello che si è fatto di buono precedentemente, non si dà continuità a quello che si è fatto.

Il Direttore generale della Asl di Latina, che ringrazio, perché rispetto ai suoi predecessori devo dire che è una persona competente e ascolta, sa anche ascoltare, cosa che non facevano i suoi predecessori, e questo è importante, non vorrei essere nei suoi panni perché so che significa combattere anche con lo stesso personale all’interno dell’Azienda, oltre a chi tende poi ad utilizzare quelle strutture per fare politica, non per migliorare le funzioni ospedaliere ma per avvantaggiarsi di quella che può essere un’attività politica all’interno delle strutture ospedaliere.

Vede, Direttore, prima di lei…, lei ha parlato della rete miocardica per il parto, quella di Latina era stata premiata come la migliore in Italia, eppure il suo predecessore è riuscito a distruggerla quando nell’Atto aziendale mise la separazione dalla cardiologia, e il grande primario come il prof. Pucci se ne andò, e noi abbiamo perso una grande risorsa. Questa è la dimostrazione di quanto chi arriva non va a lavorare per risolvere i problemi laddove non funziona, ma ha input diversi per andare a disgregare per sistemare questo o quell’amico che poi deve ricoprire quell’incarico! E non si guarda alla professionalità del medico che c’è all’interno! Noi abbiamo perso una grande professionalità. L’ultima professionalità? Il dott. Cianni, che oggi sta a Roma, che ci invidiavano tutti, è andato a Roma, è scappato perché non riusciva a poter soddisfare le sue capacità professionali all’interno della struttura perché non veniva messo in condizioni di poterlo fare.

Queste sono le cose che non vanno, che si creano all’interno dello stesso ospedale delle fazioni, anche fra medici, che lavorano per distruggere quello che di buono si è fatto solo per avvantaggiarsi loro per arrivare a qualche incarico, che magari poi non possono e non dovrebbero ricoprire, perché noi siamo il Paese che ci sono persone che sono diventate primari chirurgici senza aver fatto mai un’ora di sala operatoria! Questo è un dato reale, l’ex Sindaco di Roma è una delle massime espressioni di questo! Ma ce ne sono tanti di casi.

Mi consenta un’altra cosa, io sono stato uno dei fautori, con l’allora on. Burani e poi, successivamente, con il sindaco Finestra di portare l’Università in questa Provincia, ma l’Università che intendevamo noi era un’Università diversa, cioè doveva essere un’offerta sanitaria aggiuntiva per quella aziendale e non un conflitto all’interno di quella aziendale, e soprattutto non un costo, perché oggi lei sa meglio di me che al Goretti, come a Terracina, grandi professionisti che sono lì da 15, 20 anni, che svolgono funzioni di vice, che sono loro che molte volte fanno interventi anche senza i primari perché molte volte è più bravo il vice che il primario, vengono scavalcati poi, come nomina a primari, da universitari.

Io ritengo che l’Università debba stare in questa Provincia perché è un arricchimento, deve essere un’offerta aggiuntiva ma deve avere, dobbiamo fare una scelta, si scegliesse quale ospedale volete, ma deve essere un policlinico universitario all’interno di un’unica struttura e sappiamo che lì c’è un’equipe universitaria che fa ricerca, che istruisce i nostri di medicina e svolge una funzione di offerta sanitaria aggiuntiva.

Questa confusione, queste duplicazioni…, nell’Ospedale dei Latina ci sono state per diversi anni delle duplicazioni di specializzazioni, due neurologie, questo ha creato una conflittualità assurda, qualcuna c’è ancora adesso, se un paziente viene dal pronto soccorso mandato in una struttura aziendale c’è quello universitario che parla male di quel primario, e avviene, viceversa, la stessa cosa!

Queste sono cose che non fanno bene ai cittadini, alla sanità. Scegliendo l’Ospedale noi potremmo recuperare quelle risorse umane da poter destinare ad altro ospedali, anche perché l’Università deve essere presente, ma non deve essere finanziata con i soldi dell’Azienda rispetto allo stesso budget che noi avevamo e che abbiamo per la copertura aziendale, deve mettere anche fondi propri per la ricerca e per altre cose, noi possiamo aggiungere qualcosa, in accordo con la Regione che si deve far carico delle convenzioni, e aggiungere somme aggiuntive, non farle restare sullo stesso budget che c’era prima.

Vede, Direttore, in questa Provincia noi abbiamo chiuso ospedali, e li abbiamo chiusi quando il sottoscritto era in Regione con grande coraggio, prendendo atto, come lei giustamente ha detto, che non possiamo avere un punto nascita o un ospedale in ogni paese, ma che dobbiamo avere una sanità che sia una sanità con eccellenze, con professionalità, che sia in grado di verificare le problematiche del paziente, e poi poco interessa se ci devono smistare in un raggio di 30 chilometri, l’importante è avere delle eccellenze, sia umane che strumentali, delle strutture adeguate. Noi abbiamo chiuso l’Ospedale a Minturno, io andai a Minturno e il Sindaco era mio partito, andai a Minturno con grosso coraggio a dire: “Purtroppo Minturno è vicino a Formia e gran parte di voi, abbiamo le statistiche, si reca all’Ospedale di Formia, quindi dobbiamo cercare di fare qualcosa di diverso”, mi presero a pietrate e mi fecero danni anche alla macchina, però abbiamo avuto il coraggio di chiudere Minturno! L’abbiamo fatto a Gaeta con un nostro Sindaco; l’abbiamo fatto a Sezze quando il Sindaco è stato uno dei pochi momenti che era di centrodestra, l’abbiamo chiuso, a Cori, c’era il Sindaco di centrodestra, l’abbiamo chiuso; a Priverno c’era il Sindaco di centrodestra, l’abbiamo chiuso, perché avevamo compreso che volevamo un polo sanitario forte, che avesse delle distinzioni, riconoscendo un ruolo primario a Latina con il Goretti e con la grande struttura privata, alla quale dobbiamo fare i ringraziamenti, che è l’ICOT, che svolge una funzione straordinaria a Latina, e poi un DEA a Formia.

Perché chiudere Nettuno e chiudere Gaeta? Perché ormai erano ospedali che servivano solo quando uno aveva dei piccoli “doloretti” ma non risolvevano i problemi, quindi c’era la necessità di localizzare l’ospedale di Formia, fu scelto anche il terreno, il sottoscritto mandò 20 milioni di euro per fare i progetti e per iniziare il bando di gara con l’aiuto dei privati, per fare che cosa?

L’Ospedale del Golfo! Quell’Ospedale del Golfo che, se leggiamo quello che ha detto Zingaretti, il Presidente della Regione, va in direzione opposta di quello che avevamo deciso e che anche con lui ne avevamo parlato, cioè, se abbiamo chiuso Minturno e abbiamo chiuso Gaeta e vogliano fare un unico Ospedale, lo vogliamo fare perché ci sia un’efficienza, dal punto di vista della strumentazione, adeguata, perché ci siano spazi adeguati per poter consentire ai malati di poter essere curati, e lui mi stanzia 75 milioni, non nel primo stanziamento dei 173 che sono stati già erogati dal Governo, li mette nella seconda trance, che ancora non sono arrivati e non so se arriveranno, ci auguriamo che arriveranno, 75 milioni e prevede, come è scritto, ho il foglio lì, prevede un ospedale con lo stesso mantenimento dei posti letto attuali!

E allora non ci siamo, cambiamo solo una denominazione, “Ospedale del Golfo”, ma rimane con lo stesso numero di camere che ha oggi! E lei sa meglio di me le difficoltà che vive l’ospedale di Formia dal punto di vista logistico, di carenza di stanze e in che difficoltà lavorano gli operatori dell’Ospedale di Formia.

Allora questo è prendere in giro la gente, e noi non dobbiamo prendere in giro la gente soprattutto in una Provincia che ha avuto il coraggio, ha avuto il coraggio, di chiudere gli ospedali in funzione di una riprogrammazione sanitaria che consentisse di avere un polo sanitario a filiera, con l’ospedale di Latina DEA di II livello, dove prevedevamo una nuova realizzazione …, la politica ha ritardato la scelta che fu indicata da me e da altri, che era quella di Borgo Piave, perché Latina necessita, anche Latina, di una nuova struttura, non può quello essere l’ospedale di Latina, dobbiamo avere un ospedale adeguato ai tempi, poi non è importante se Claudio Fazzone si rompe il braccio e viene portato al pronto soccorso del primo ospedale, lo curano, lo smistano e lo mandano a 20 chilometri, non è un problema, l’importante è che abbiamo le specializzazioni, abbiamo i macchinari per poter svolgere una funzione di assistenza sanitaria seria.

Lei era presente quando io ho fatto un’altra proposta, sempre al Presidente della Regione, con il mio amico D’Amato, quando dissi: “Noi abbiamo un problema della diagnostica, per fare una TAC, una risonanza è un macello, sono sempre rotte”, nella mia città io con i cittadini abbiamo noi, non la Asl, comprato la TAC multistrato, non viene fatta funzionare per quello che fa! Questa è una cosa assurda! Ma la scelta qual è? E’ quella di utilizzare l’ospedale di Formia, visto che è una struttura dell’Azienda, e creare un grande centro diagnostico dove avere il coraggio di fare investimenti per TAC, per risonanze…, mammografi, h24, per far sì che chi vuole fare verifiche diagnostiche sa che a Gaeta c’è h24…, poi c’è a Latina, dove si è riusciti – a Latina -, grazie all’Amministrazione comunale e non solo, a ritardare quel bel progetto che, non l’ho mai detto, altri si sono fregiati di salire sui palchi, ma a me non  interessa, dell’accordo fatto con la Fondazione Roma, che metteva una caterva di macchinari per poter svolgere una funzione suppletiva a Latina, con la Provincia stanziammo le risorse perché la Asl non aveva risorse e la Regione, che era del mio stesso colore politico, non stanziò una lira, io non ho problema a dirlo, sopperimmo noi, siamo riusciti a fare questo accordo, “ritardi”, adesso che cosa stanno facendo a venire? Che la Fondazione Roma a Latina metterà un piccolo macchinario perché nel frattempo, i ritardi, è cambiato il managemet, se ne vanno a Roma e quindi li mettono a Roma! Un’altra occasione persa. Questa è la burocrazia che non serve, neanche quando viene qualcuno che ti offre di mettere qualcosa, no, quel qualcosa non si può mettere, c’è difficoltà ad averlo!

Altre …, ve lo dico, se c’è una fondazione nella mia città che acquista con i soldi del cittadino dei macchinari, questi macchinari non devono essere presi dall’ospedale di Fondi e portati da un’altra parte, non si fa, l’ultimo è stato fatto l’altra sera, non va bene, non ci siamo, perché sennò non copriamo più niente, perché noi cerchiamo di sopperire … delle risorse e poi le vediamo addirittura da altri ospedali che si prendono ciò che noi compriamo, e questo non va bene. Questo crea anche una demotivazione a far sì che il popolo possa poter contribuire a fare qualche cosa.

I pronto soccorso. Anche sui pronto soccorso è una mia filosofia, ritengo che il pronto soccorso dovrebbe essere l’eccellenza sanitaria, cioè al pronto soccorso ci devono stare le migliori professionalità mediche che ci stanno negli ospedali, perché al pronto soccorso arriva la persona che è malata, che va lì e che si vuole fare le analisi ogni tre giorni, arriva chi ha bisogno della pillola…, arrivano gli infartuati, traumatizzati da incidenti, quindi c’è bisogno delle migliori professionalità che devono immediatamente diagnosticare quello che ha il paziente, tamponare e poi da lì se lo devono spostare da un’altra parte, e salviamo vite umane. E’ certo però che bisogna tener presente che quando si chiedono queste cose qui, il medico che sta al pronto soccorso non può prendere lo stesso stipendio di chi sta all’accettazione! Perché voi dovete sapere che non c’è una diversificazione stipendiale in quelli che sono gli accordi sindacali nei contratti dei medici, gli unici all’interno che hanno una contrattazione separata sono gli anestesisti, i quali hanno creato una sorta di monopolio e stabiliscono addirittura quando devono prendere più straordinari per dare la prestazione! Potete immaginare le cifre che prendono, perché per tanti anni, con il compromesso della politica, insieme all’Università hanno tenuto chiusi i corsi di entrata dei ragazzi che si volevano specializzare in quel settore facendo venir meno il numero, ed è chiaro che è difficile. Se il Direttore vuole mettere in campo domani con urgenza la ricerca di un anestesista, e quando lo trova, non esiste!

L’altro problema, mi sono segnato alcune cose, quindi il pronto soccorso è chiaro che deve essere differenziato, migliori professionalità, devi consentire anche al chirurgo che è lì di potersi fare dei piccoli interventi e di riattivare quelle che tanti anni fa hanno pensato di mettere nei pronto soccorso degli ospedali, le astanterie, dove si facevano i piccoli interventi, quelli che necessitano di una giornata e poi esci, cose semplici. Intanto anche loro hanno una propria professionalità chirurgica, però queste cose la politica non le sente perché interessa altro! Ma la sanità non deve dipendere dalla politica, chiunque di noi si può sentire male e necessita con urgenza di recarsi in una struttura sanitaria, e puoi essere chi ti pare, quando c’è urgenza se vai lì e c’è qualcuno che non è competente tu ci rimani! Quindi noi dobbiamo far sì che ci siano persone competenti.

Sulle assunzioni. Su questo il Direttore è stato corretto, purtroppo l’utilizzo di queste graduatorie rende le procedure impercorribili, perché non è solo quello di andare a prendere persone che hanno partecipato a concorsi del 2003, ma quando quello rinuncia e tu chiami Claudio Fazzone e Claudio Fazzone è già stato occupato, devi rifare la procedura! E’ una cosa vergognosa, però bisogna dire con altrettanto coraggio che il Presidente della Regione chiese a me di intervenire in Senato per cambiare questo e il sottoscritto lo ha fatto con un emendamento e il Governo l’ha rifiutato, ci dobbiamo sempre dire con chiarezza le cose. Non si capisce qual è la motivazione di tenere in piedi questi concorsi del 2003, sono quindici anni, queste graduatorie, il Governo lo ha rifiutato. Adesso ci riproveremo, perché andrò dalla Lorenzin a dire: “Fai una cosa, per dieci giorni prova, anziché a fare il Ministro, a fare il direttore di una Asl e devi reperire il personale”…certo, in urgenza, così capisce. Questi sono i mali della sanità.

Distribuzione delle risorse, questa è una cosa corretta, però vede, Direttore, io, quando c’è stata la mia … politica al Governo, forse la correttezza purtroppo non paga nel pubblico, qual è la correttezza? Non paga nel caso della Asl ma anche dei Comuni su altre cose. Quando la Regione ha stabilito che non si poteva sforare, ci ha dato dei termini, io la Asl non l’ho mai fatta sforare, non ho mai fatto fare concorsi quando non si potevano fare, anzi abbiamo portato i bilanci in attivo per alcuni anni, risultato? Le Asl che avevano 200, 300 milioni di sforamento hanno continuato a fare concorsi, la Regione glieli ha riconosciuti e ha ripianato i debiti, chi si è comportato bene invece è nelle condizioni che non ha il personale e da subìto gli investimenti! Questo non è un Paese serio, queste non sono cose corrette.

La stessa cosa abbiamo fatto noi legislatori, ma al Governo, sui Sindaci, si mette la TASI, lo Stato dice: “I Comuni devono mettere questa tassa, una percentuale fissa di questa viene al Governo – quindi noi non mettiamo le tasse… vengono a noi – poi lasciamo ai Comuni la possibilità di alzare la percentuale dall’1 all’1,8”! Nel mio Comune, come in tanti altri Comuni, con il mio Sindaco abbiamo deciso: “Guarda, oggi è un momento di grande difficoltà, anche 300 euro in una famiglia possono essere importanti, non aumentiamo le tasse, riduciamo il budget del Comune”, risultato? Successivamente viene tolta la TASI e il Governo riconosce ai Comuni il rimborso di quella somma in base alla spesa storica, cioè i Comuni che hanno messo al massimo le risorse prenderanno più soldi, chi si è comportato correttamente prende di meno! Questo è un Paese poco serio, quindi non devi fare le cose corrette.

Se noi non arriviamo ad essere un Paese credibile, iniziando dalla politica, da tutti noi, dobbiamo rendere delle regole certe per tutti, dobbiamo recuperare la credibilità di un Paese, la credibilità si recupera attraverso il rispetto delle regole, che devono valere per me, per lui, per chiunque allo stesso modo, allora potremo cambiare qualcosa, ma se continuiamo a fare questo, anche le battaglie che fa il Direttore…, vi posso assicurare che io ho avuto con lui degli incontri anche con il Presidente della Regione e lui si è comportato correttamente, questo glielo devo riconoscere, poi, conoscendo il funzionamento della macchina della Asl quindi…, lo capisco perfettamente, però non basta. Ecco, questi sono i mali della sanità, e in più bisogna investire sulla ricerca, la ricerca è fondamentale, io credo che ogni azienda dovrebbe avere un punto di ricerca, anche insieme all’Università, e investire anche sulla ricerca, dove si potrebbe chiedere, attraverso i fondi che noi possiamo recuperare… e se si sa che si fa la ricerca seria in Provincia di Latina, i cittadini della Provincia di Latina quando danno il 2 per mille, il 4 per mille, versano lì perché l’ì si sa che si fa ricerca, e consentiamo ai giovani di poter realmente cercare qualcosa di nuovo che serva a tutti quanti noi e a chi verrà dopo di noi.

Ecco, io non voglio dilungarmi, perché avevo detto che sarei stato veloce, voglio vedere se ho dimenticato qualcosa…, ah, per esempio, pure quest’altra cosa, che adesso si sta risolvendo, ma questo fatto che la Regione non faceva la scelta di mettere a posto i precari, cioè, “precari”, persone che lavorano da quindi anni nell’ospedale vengono chiamati “precari”!

Persone che hanno consentito e che consentono di mandare avanti il sistema sanitario da precari…, qual è la motivazione? Perché lo stipendio è lo stesso, i contributi sono gli stessi, però da precario si inserisce un’altra voce in bilancio e quindi… varia il deficit e non carica sul costo del personale e quindi c’è questa differenziazione, non è che non ci sono le risorse, perché le risorse sono le stesse, è un gioco all’interno del bilancio per far quadrare alcuni conti.

Questo è un po’ come le banche, che quando devono fare i bilanci…, ci lamentiamo perché in Italia le banche non stanno molto bene, grazie, hanno in pancia centinaia di migliaia di immobili che hanno acquistato magari a 100.000 euro, stanno lì da dieci anni e nei bilanci ci scrivono che valgono 150.000 euro per rialzare i costi del bilancio, questa non è cosa seria.

Noi dovremmo cambiare tutti, tutti, ognuno di noi, iniziando da me, ad avere uno Stato serio e credibile, da noi stessi, dicendoci le cose come stanno, il traguardo è comune, ma potremmo avere percorsi diversi, ma sul traguardo credo che dovremmo essere tutti quanti d’accordo, quello di avere una sanità che funziona, un’Italia che funziona, dei comuni che funzionano, io credo che questo sia l’impegno che dovremmo prendere per noi ma soprattutto per le generazioni che verranno dopo di noi. Grazie.

* Coordinatore regionale di Forza Italia Lazio

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *