Federlazio, per il rilancio delle imprese servono strumenti legislativi chiari

Questa mattina ho preso parte all’incontro organizzato da Federlazio, nella sala Cambellotti della Provincia di Latina. Un’occasione che ha fornito a tutti noi, istituzioni ed imprese, di rinsaldare il filo del dialogo che troppo spesso è stato messo in secondo piano. Non posso che condividere l’analisi effettuata dal presidente Antonella Zonetti e dal direttore di Federlazio, Saverio Motolese. Condivido e dò il mio pieno supporto a tutte le azioni che si intendono mettere in atto a sostegno di un’economia, quella della provincia di Latina, listata a lutto perché segnata dalla crisi, dalla chiusura di tantissime aziende, solcata dalla crescente disoccupazione. Tutte le indagini ci dicono che l’economia italiana non cresce. Anzi, soffre terribilmente. Con la flessione registrata nel secondo trimestre dell’anno, il Pil italiano è tornato, in termini reali, ai valori del secondo trimestre del 2000. Tredici anni di crescita bruciati. Noi dobbiamo pensare al mondo da fare. La politica che non fa questo è a lutto, il lutto della speranza. Nell’ultima indagine a firma di Federlazio, sul primo trimestre 2014, le richieste degli imprenditori al governo regionale sono chiare: riduzione delle tasse, eliminazione di inefficienze e sprechi della pubblica amministrazione, semplificazione burocratica, agevolazione dell’accesso al credito, contrasto più duro alla evasione fiscale, investimenti per grandi e piccole opere pubbliche, incentivo alle nuove assunzioni. Tutte richieste disattese da questa Regione. A dimostrarlo la decisione assunta dal presidente Zingaretti, meno di un anno fa di utilizzare le risorse derivanti dall’extragettito di Irap ed Irpef, non ad attenuare la pressa fiscale, ma a salvare i conti in rosso dell’Atac a Roma. Una scelta inaccettabile che dimostra l’incapacità di questa amministrazione di ascoltare il grido di allarme che si leva dai territori e dalle imprese. Le imprese chiedono infrastrutture ed è per questo che ci stiamo battendo perché la Roma – Latina entri al più presto in cantiere senza tentennamenti, senza ripensamenti, senza mettere a rischio circa un milione di euro che è ossigeno puro per la nostra economia. Oggi creare un tavolo, imprenditori ed istituzioni, è fondamentale. Così come lo è stato l’approvazione dell’ordine del giorno che abbiamo proposto e che impegna la Regione Lazio a mettere urgentemente in atto tutte le azioni necessarie ad interloquire con il Governo per la creazione di una task force finalizzata a contrastare le crisi industriali e ad incentivare la ripresa dell’occupazione, ad inserire la provincia di Latina tra le aree prioritarie di attuazione di misure straordinarie di politica attiva del lavoro. Oggi serve il confronto ma soprattutto servono strumenti legislativi chiari e certi, come quelli messi in campo negli anni ’90 per contenere gli effetti negativi derivanti dalla cessazione della Cassa del Mezzogiorno. In anni non abbiamo visto il baratro che si stava aprendo tra lavoratori adulti e giovani, tra piccole e grandi aziende, tra industria e servizi, tra occupazione strutturale e al margine. E così, abbiamo perso la battaglia della produttività. Insieme, tutti, dobbiamo avere il coraggio di ascoltarci senza parlarci addosso. Questo non è tempo di chiedere ma di fare. Noi siamo dalla parte delle imprese e dei lavoratori, speriamo che la Regione di Zingaretti sappia accettare questa sfida e vincerla per un futuro di speranza che è futuro di sviluppo.

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