Fondi europei, in Regione non sarà consentita alcuna improvvisazione

Sviluppo e occupazione sono i perni su cui far leva in Europa per uscire dalla crisi. La situazione economica attuale richiede interventi mirati in settori che possano fare da traino alla crescita delle nostre comunità. Per queste ragioni, per mettere a punto una strategia concreta il consiglio regionale nella seduta del 10 aprile ha approvato le linee guida per un uso efficiente delle risorse finanziarie 2014 – 2020 per un totale di 2.6 miliardi di euro. Il piano prevede di destinare 602 milioni alla competitività dei sistemi produttivi, 651 milioni a occupazione, istruzione e formazione, 163 milioni per l’Agenda digitale, 212 milioni per la ricerca scientifica, innovazione e trasferimento tecnologico, 536 milioni alla sostenibilità ambientale, alle soluzioni eco-compatibili per l’incremento della qualità della vita, alla protezione dell’ambiente e alla valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, oltre 344 milioni per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, 46 milioni per il potenziamento della capacità istituzionale e amministrativa. Circa 94 milioni, sono destinati all’assistenza tecnica, vale a dire al sostegno alla piena operatività del programma, alla valutazione e al monitoraggio, come previsto dall’apposito regolamento comunitario. L’obiettivo ora deve essere investirli nel modo migliore con progetti validi e concreti. La ripresa, infatti, ci chiede efficienza e non improvvisazione. In questi anni abbiamo sperimentato i limiti di una politica di utilizzo dei fondi che ha visto la loro parcellizzazione e la mancanza di una programmazione organica in tutti i settori. Il risultato è stato deludente, causa anche l’eccessivo peso della burocrazia, soprattutto perché ha impedito di raggiungere gli obiettivi prefissati e quindi la ripresa economica. Mi auguro quindi che la legislatura Zingaretti sia in grado di invertire la rotta, di rendere il consiglio partecipe nelle scelte e nell’individuazione delle priorità, di informare anche in modo preventivo Comuni ed enti locali sulle procedure ed i passaggi effettuati, perché le opportunità devono essere prima di tutto individuate e condivise per costruire quei percorsi che, attraverso la valorizzazione delle esperienze, del merito, delle eccellenze, possano portarci fuori da questa situazione di stagnazione.

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