Fondi: su realizzazione impianto di mitilicoltura presenteremo esposto alla Procura della Repubblica di Roma. A decidere sarà Pignatone

Sulla realizzazione dell’impianto di mitilicoltura a Fondi a  fare chiarezza sarà Pignatone. Sulla vicenda presenteremo, infatti, un dettagliato e puntuale esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Dopo la non risposta ricevuta da parte dell’assessore Hausmann all’interrogazione discussa oggi al question time, nella quale avevamo chiesto se si intendesse soddisfare l’istanza di revoca in via di autotutela, della determina del 13 luglio 2017, presentata dal Comune di Fondi, non abbiamo altra scelta. Sulla vicenda, infatti, pendono due questioni certo non irrilevanti che, a nostro parere, possono essere definite solo dei falsi in atto pubblico e delle omissioni su cui è impossibile soprassedere. Il primo riguarda la posizione della Capitaneria di Porto di Gaeta che non ha mai espresso, a differenza di quanto riportato nella determina di autorizzazione all’impianto, alcun parere favorevole nella procedura in esame e che, in una nota datata 17 agosto 2017, ha chiesto alla struttura regionale competente chiarimenti sulle numerose incongruenze dell’iter procedurale. Ed in particolare sul fatto che sia stata autorizzata l’occupazione per una superficie complessiva di 350.000 metri quadrati a fronte dei 305.000 oggetto della domanda di concessione oggi definiti da Hausmann un mero errore materiale. Ignorando che tale orrore è solo uno dei tantissimi che l’iter procedurale contiene. Il secondo riguarda il fatto che la Regione non ha citato nella determina di autorizzazione alla Mitilflegrea il parere contrario, espresso con delibera di giunta, dal Comune di Sperlonga, sulla realizzazione dell’impianto. Sentirsi dire dall’assessore Hausmann che la Regione si adeguerà alle decisioni del Tar a seguito del ricorso depositato dal Comune di Fondi lascia esterrefatti per non dire allarmati. Perché evidenzia la sommarietà dichi oggi governa questo Ente che è tenuto ad adeguarsi, senza se e senza ma, a quanto decide il Tribunale amministrativo. Perché mostra come si continui ad affidare ai tribunali scelte che sono prima di tutto politiche ed amministrative. Scelte che Zingaretti ed i suoi, evidentemente, non sono in grado di assumere. Su questa vicenda, inoltre, la giunta regionale ha dato una risposta offensiva nei confronti di questo consiglio regionale, e quindi di chi legittimamente rappresenta la volontà dei cittadini, ignorando di adeguarsi a quanto stabilito dalla legge regionale del 2016, contenente le disposizioni a tutela della costa laziale, che stabilisce che alla conferenza dei servizi promossa o indetta ai fini del rilascio o del rinnovo della concessione demaniale ad uso acquacoltura in mare partecipa l’amministrazione comunale competente con riferimento alle secchio acque richiesto in concessione. Sono i Comuni territorialmente competenti a rendere parere tecnico in merito alla compatibilità dell’impianto con le attività turistiche ed economiche del territorio e non altri. Se a questo aggiungiamo che al procedimento per l’istanza di concessione presentata dalla Mitilfregrea ad ottobre 2014 ha partecipato sempre e solo il Comune di Sperlonga e mai il Comune di Fondi che con l’atto finale di luglio si è vista calare dall’alto la concessione per la realizzazione di un impianto di mitilicoltura di cui sostanzialmente non sapeva nulla perché non è stato messo, proprio grazie alla superficialità della Regione Lazio, in grado di capire cosa stesse accadendo. La questione dell’impianto di mitilicoltura, la mancanza di dialogo da parte di una Regione che, anche in base al buonsenso, avrebbe potuto e dovuto riaprire la conferenza dei servizi cercando con gli Enti interessati una soluzione condivisa, il costante demandare ad organi terzi come il Tar le decisioni sul futuro dei territori e dei cittadini, dimostra ancora e solo che il Lazio non ha una guida ed è una biglia impazzita che sta distruggendo il nostro territorio.

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