Grave l’eventuale chiusura del Spdc di Sora e di altri servizi territoriali in provincia di Frosinone

Sull’assistenza psichiatrica territoriale ed ospedaliera della provincia di Frosinone potrebbe abbattersi una vera e propria mannaia. Sarebbe infatti all’orizzonte l’accorpamento e la chiusura di ben dieci strutture. Alla grave e cronica carenza di organico (manca circa il 60% del personale minimo previsto secondo la normativa nazionale e regionale) si è aggiunto di recente il blocco delle ore di straordinario imposto dal commissario dell’Asl di Frosinone Luigi Macchitella. Quest’ultima decisione avrebbe indotto il direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Fernando Ferrauti a proporre la sospensione dei servizi.
Al commissario Macchitella sono state sottoposte tre possibili soluzioni, vista l’emergenza personale: 1) lo spostamento volontario o sotto forma di precettazione di operatori dei Servizi territoriali verso strutture H24; 2) la riduzione dell’orario di apertura dei Servizi territoriali; 3) l’accorpamento dei Servizi territoriali e la relativa chiusura di varie strutture fra cui l’Spdc di Sora.
Di fatto incombe il rischio chiusura di 3 Centri di salute mentale, 2 Servizi per le dipendenze, una comunità terapeutica, 3 Centri diurni ed appunto il Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) di Sora. Non meno confortante è il dato riguardante lo schema di riduzione di circa un terzo dei posti letto (da 30 a 22), dal momento che in caso di soppressione dell’Spdc di Sora le strutture analoghe di Frosinone e Cassino non verrebbero per nulla potenziate.
Quelle proposte sarebbero soluzioni tampone che andrebbero in ogni caso a danneggiare l’utenza psichiatrica dell’intera provincia. Sguarnire il territorio significherebbe indebolire il modello adottato di presa in carico del soggetto con fragilità psichica, oltre ad avere come diretta conseguenza il congestionamento degli ospedali, producendo costi sanitari maggiori.
L’ipotesi di diminuire le ore di apertura dei Servizi territoriali, che andrebbe in contrasto con le direttive nazionali, provocherebbe la riduzione delle prestazioni erogate a favore delle persone che maggiormente necessitano di una presa in carico forte e di una continuità assistenziale. Ma ancora più grave sarebbe la decisione di sopprimere ambulatori e centri specializzati.
Riterrei particolarmente sconcertante la chiusura del Spdc di Sora, riaperto solamente un mese fa al termine di lavori di ristrutturazioni lunghi quasi un anno.
Quindi se la scelta dell’Asl fosse quella di accorpare o chiudere i servizi, si finirebbe con il penalizzare pesantemente i cittadini. Occorrono dunque interventi rapidi, seri e mirati a risolvere le criticità a partire dall’implementazione della pianta organica.

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