I Pronto Soccorso scoppiano e Zingaretti pensa ai nuovi equilibri di potere

Il Lazio non può essere considerato alla stregua di una terra di conquista o da depredare. Mentre i Pronto Soccorso della Capitale come delle città costiere sono al collasso, gli operatori sanitari e gli utenti sono sempre più esasperati, Zingaretti cosa fa? Approfitta della pausa ferragostana per procedere alle nomine tutte ‘esterne’ di importanti aziende sanitarie della regione. Il governatore continua a trattare l’ente come fosse un centro di potere dove soddisfare i nuovi equilibri interni del suo partito. Il risultato delle sue ultime scelte sono sotto gli occhi di tutti: abbiamo nuovi manager arrivati da altre zone del Paese. Da presidente della commissione Sanità mi sento il dovere di tutelare gli interessi di migliaia di professionisti del Lazio, per nulla considerati da Zingaretti e D’Amato. Il presidente e l’assessore hanno scelto manager provenienti da Emilia Romagna, Sardegna e Friuli Venezia Giulia alla guida di aziende illustri come il Sant’Andrea, il San Giovanni Addolorata o la stessa Asl di Frosinone. Vorrei ricordare come nella nostra regione, ci siano tantissimi professionisti che questo territorio lo conoscono e lo vivono. Professionisti consapevoli dei limiti, ma anche delle potenzialità e delle eccellenze di un settore vitale come quello della sanità. Evidentemente oggi paghiamo pegno ancora una volta per ragioni forse riconducibili ad impegni elettorali già presi. E chissà, magari di questo passo un domani utenti e professionisti del Lazio potrebbero essere le ‘vittime sacrificali’ di nuovi equilibri politici su scala nazionale. Al presidente Zingaretti consigliamo di guardare di più ai problemi della nostra sanità e meno ai giochi di palazzo

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