Il Tar del Lazio boccia il comune di Roma e rilancia il corridoio intermodale Roma-Latina. Ora si acceleri sull’opera

Un ulteriore passo in avanti per la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina. La seconda sezione del Tar di Roma (con sentenza n° 01410/2020, pubblicata il 3 febbraio) ha accolto un ricorso di Autostrade del Lazio spa che ha impugnato una nota del Comune di Roma Capitale con la quale si disponeva il diniego di nulla osta alla realizzazione del corridoio intermodale Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone. In particolare il diniego di nulla osta si basava sul parere negativo della commissione di riserva naturale relativamente al progetto definitivo della tratta 1 (7 km di collegamento dell’autostrada per consentire l’allaccio diretto all’A12 Roma-Civitavecchia).
Questo tratto è bene ricordarlo, insieme alla tratta Tor dè Cenci-Latina è parte integrante del Corridoio intermodale Roma-Latina. E il progetto complessivo non può essere considerato come somma di due tratte autonome e indipendenti ma va realizzato interamente.
A tal riguardo ritengo opportuno lanciare un appello affinché venga aperta una fase nuova di interlocuzione fra tutti gli enti coinvolti in questa operazione.
Magari prevedendo come soluzione ragionevole, quella di avviare i lavori del Corridoio intermodale da borgo Piave.
Mi preme ribadire inoltre come i tempi siano sempre più stringenti. I cantieri devono partire entro la scadenza del vincolo preordinato all’esproprio, fissato per ottobre 2020, altrimenti ogni sforzo rischia di essere vanificato.
Come esponente istituzionale della Regione Lazio, eletto in provincia di Latina, considero primario il raggiungimento di un obiettivo non più rinviabile e di vitale importanza per le comunità che mi onoro di rappresentare.
L’attuale strada statale Pontina non è più adeguata a sostenere il carico di traffico a cui è sottoposta soprattutto sotto il profilo della sicurezza.
Le imprese locali, prive di collegamenti rapidi e sicuri, non hanno ormai più ossigeno per sopravvivere.
Di tempo ne è stato perso sin troppo e la realizzazione della Roma-Latina non può essere rinviata ulteriormente.
Il ritardo accumulato tra corsi e ricorsi, polemiche a volte strumentali, si è tradotto in una ferita aperta nel tessuto imprenditoriale di una Regione, come il Lazio, e di una provincia, come quella di Latina, che sono tagliate fuori dall’Italia e dall’Europa.
E’ in gioco la sopravvivenza stessa di un intero territorio, di migliaia di aziende e di cittadini che meritano risposte risolutive ed immediate

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