Impianto SEP di Pontinia incompatibile con il territorio. Meglio chiuderlo e riaprirlo dopo adeguamento alle normative ambientali

Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità di chiudere l’impianto Sep di Pontinia per riaprirlo solo dopo un necessario adeguamento. Stamane sono intervenuto in commissione Rifiuti, durante l’audizione sulla delicata situazione dell’Impianto di compostaggio del comune pontino.

La vicenda dei miasmi insopportabili si trascina ormai da troppo tempo. Numerosi residenti durante il giorno sono costretti a convivere con una situazione di grave disagio ambientale, tanto da non riuscire spesso a dormire a causa dei cattivi odori. I cittadini esigono risposte chiare. Nel mio intervento ho affermato come si sia in presenza di ‘un’incompatibilità acclarata dell’impianto con il territorio’. I tanti comitati civici d’altronde hanno testimoniato l’impossibilità a convivere con i miasmi provenienti dal sito. Ho preso atto che anche la gestione commissariale ha dovuto ammettere come l’azienda si trovi in una situazione deficitaria sul piano del funzionamento. Si tratta di una struttura con evidenti lacune tecniche e decisamente sottodimensionata rispetto alle quantità lavorate. Ritengo quindi auspicabile la chiusura almeno momentanea dell’impianto, che dovrebbe riaprire solo una volta completato l’adeguamento tecnologico alle normative ambientali di settore. Ho dovuto peraltro constatare con sorpresa l’assenza nella seduta odierna della commissione sia del direttore dell’area rifiuti della Regione Lazio che dell’assessore Valeriani. Ci tengo infine a sottolineare che l’amministrazione regionale ha certamente il dovere di costruire impianti nel territorio, ma questa esigenza si deve coniare con la necessaria tutela della salute dei cittadini ed il loro sacrosanto diritto a vivere in ambienti salubri.

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