Incompatibilità o opportunità politica? Il caso Sperlonga

INCOMPATIBILITA’ O OPPORTUNITA’ POLITICA? IL CASO SPERLONGA

Esercitare una funzione pubblica strategica e svolgere un ruolo politico nello stesso territorio è “corretto”? E’ il quesito che ho posto in una interrogazione al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, e in una nota inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Semplificazione e Pubblica Amministrazione, al Ministro della Salute, al Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Il caso di specie è quello di Alfredo Rossi, consigliere comunale di Sperlonga, ispettore veterinario nello stesso territorio per conto della Asl e consigliere della 22esima Comunità Montana dei Monti Aurunci ed Ausoni. Il caso è stato posto alla mia attenzione dall’attuale sindaco di Sperlonga, Scalingi, già in passato assessore nello stesso Comune. Il duplice ruolo rivestito da Alfredo Rossi ( rappresentante delle istituzioni da un lato e dipendente ASL con funzioni ispettive dall’altro) di fatto lo porrebbe in una condizione tale da esercitare un forte potere coercitivo nei confronti degli elettori in un territorio a forte vocazione agricola in generale e di allevamento in particolare. Tanto sarebbe talmente tanto vero che il sindaco di Sperlonga, Scalingi, avendo subito in prima persona la veemenza e la scaltrezza dell’operato del Rossi all’epoca in cui rivestiva il ruolo di assessore, si è visto costretto a chiedere la tutela della magistratura che, con sentenza definitiva oramai passata in giudicato, ha accertato la bontà della denuncia penale dallo Scalingi sporta contro Alfredo Rossi. Per queste ragioni ho chiesto chiarimenti sulla “compatibilità” di Rossi, e di tutti coloro che si trovano, o potrebbero trovarsi, in analoga “scomoda” posizione, nel duplice ruolo di funzionario pubblico e di consigliere comunale. Non ho potuto fare a meno, né tantomeno ignorare, il pericolo di pressione sui cittadini scaturente dal ricoprire contemporaneamente determinati ruoli ed esercitare contemporaneamente determinate funzioni senza contare i nodi di una evidente opportunità politica di rimozione di una condizione certamente non trasparente. E difatti, si parla spesso di trasparenza nella politica, qui si potrebbe evidenziare un palese caso di opacità della politica. La moglie di Cesare deve essere più che onesta, un funzionario pubblico non deve aver meno onestà intellettuale e sopra di ogni sospetto della moglie di Cesare. Un consigliere comunale deve essere esente da qualsiasi ombra rispetto a possibili interessi personali nell’esercizio del suo ruolo, in maggioranza o in opposizione che sia.

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