Infrastrutture: da Regione risorse insufficienti e disinteresse per l’emergenza strade nel Lazio

Le strade del Lazio sono in totale stato di degrado, segnate da mucchi di immondizia ad ogni angolo, da visibilità limitata e vicina allo zero a causa del mancato taglio dell’erba, da un numero di buche superiore a quello dei chilometri di percorrenza e dove la sicurezza è pura utopia. E di fronte a questa emergenza l’Astral ci ha detto che non ha fondi sufficienti ed adeguati per provvedere agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Questa è la sintesi di quanto emerso nel corso dell’audizione dell’amministratore unico di Astral spa, Antonio Mallamo, e dell’assessore regionale Refrigeri, che ho richiesto per fare chiarezza e conoscere lo stato dell’arte sulla programmazione degli interventi sulla rete viaria del Lazio. Il quadro della situazione è tanto chiaro quanto allarmante. La Regione Lazio, con una decisione che non abbiamo mai condiviso ed abbiamo apertamente contestato in consiglio regionale, dal primo gennaio 2016 ha avocato a sé la competenza sulla manutenzione ordinaria della rete viaria regionale sottraendola alle Province. Con questa scelta non solo sono venute meno quelle “sentinelle” a livello territoriale che consentivano, in breve tempo, di provvedere alla messa in opera di lavori rapidi ed efficaci a cui provvedevano le Province ma ha, soprattutto, reso più complesso intervenire. Una situazione che emerge leggendo il piano esigenziale della rete infrastrutturale del Lazio che l’Astral ha presentato alla Regione per un  importo complessivo per il triennio 2016 – 2018 di circa 347milioni di euro a fronte dei quali la Regione ne ha concessi molto meno della metà suddivisi in tre anni. E pensare che solo la Provincia di Latina, realtà che conosco bene, ogni anno per la manutenzione ordinaria delle strade regionali investiva circa 5 milioni di euro. Questo dimostra come le risorse siano largamente sottodimensionate rispetto ai problemi esistenti. Un esempio su tutti è rappresentato dalla Pontina che in questi giorni ha dimostrato, anche se non ce ne era bisogno, di essere l’unica strada che collega la provincia di Latina a Roma e a cui non esistono alternative possibili in grado di sostenere la mole di traffico che quotidianamente si riversa su questa arteria. Ebbene, per la Pontina, per 130 km di strada complessivi tra andata e ritorno da Latina alla Capitale, la Regione ha investito nel triennio 2milioni e 500mila euro destinati al ripristino di ben 1 km totale di asfalto. Mentre per i 129 km rimanenti probabilmente Zingaretti e i suoi fanno affidamento sulla buona volontà dei cittadini che dovranno rassegnarsi a convivere con le criticità esistenti. E’ evidente che, facendo un semplice calcolo numerico, stanno cercando di fare le nozze con i fichi secchi. Ed è inquietante che l’amministratore unico di Astral abbia affermato che “si interviene dove possiamo. I soldi sono appena sufficienti a far fronte alle emergenze”. A fronte di questo quadro devastante la nostra proposta in commissione è stata di procedere ad una rimodulazione del piano esigenziale dell’Astral in base alle risorse effettivamente stanziate dalla Regione, per meno del 50% dei lavori previsti, partendo dalle priorità. Vogliamo conoscere, infatti, quali saranno gli interventi e le opere “fortunate” che beneficeranno di tali risorse. Oggi interventi tampone e a pioggia non risolverebbero nulla ma continuerebbero a trascinare l’emergenza. Servono scelte precise da effettuarsi in base alle ristrette risorse economiche che la Regione, come ha ammesso lo stesso assessore Refrigeri, ha messo a disposizione. Prossimamente, non appena pronto il lavoro di rimodulazione da parte di Astral, sarà riunita la commissione regionale  competente per verificare gli interventi previsti per l’ultima parte del 2016 e per il biennio 2017 – 2018. Resta l’amarezza e la preoccupazione per una Regione che continua a sottovalutare, e a disinteressarsi dello stato di salute delle strade del Lazio, che a partire dalla Pontina, passando per la SR 156 (Frosinone – Latina), fino alla SR 630 (Cassino – Formia), sono simbolo di disagi costanti. Ancora una volta ad emergenze reali, che incidono negativamente sulla vita dei cittadini, si risponde con sommari vedremo e faremo. Una politica, quella di Zingaretti e della sua giunta, che continua ad immaginare senza dare risposte concrete ai cittadini.

 

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