Infrastrutture: messa in sicurezza della Pontina e Roma – Latina, priorità oltre la demagogia

Infrastrutture, sostituiamo alle strumentalizzazioni ideologiche la decisione, la compattezza e il coraggio dell’azione. Solo in questo modo riusciremo a far riemergere la provincia di Latina dall’isolamento a cui è costretta da decenni. Oggi tutti, ciascuno per il ruolo che ricopre a qualsiasi livello istituzionale, deve mettere da parte le bandiere e i tentennamenti per dare ai cittadini ed alle imprese del nostro territorio infrastrutture sicure e adeguate, capaci di essere perno per lo sviluppo e non solo sinonimo di disagio e pericolo. E dobbiamo farlo partendo dalla Pontina. Dell’unica strada che collega Latina a Roma che in questi giorni ha dimostrato, a causa di fatti imprevisti ed imprevedibili come gli incendi che ne hanno imposto la chiusura per giorni, di essere inadeguata e segnata da un degrado che se non eliminato continuerà ad essere fonte di pericolo e di disagio per imprese e pendolari che non hanno strade alternative per raggiungere Roma. I numeri che hanno caratterizzato gli interventi urgenti di questi giorni, gli oltre cinquanta camion di aghi di pino rimossi dalla Pontina, dimostrano che gli interventi di manutenzione ordinaria non sono stati eseguiti e questa incuria e disinteresse oggi si ripercuote solo sui cittadini. La Regione di fronte a questa situazione allarmante e di emergenza costante non può limitarsi ad investire nel triennio 2016 – 2018, quasi fosse una gentile concessione, solo 2milioni e 500mila euro destinati al ripristino di qualche chilometro di asfalto a fronte di circa 140 chilometri di strada totali sommando entrambi i sensi di marcia. Perché significa non avere alcuna idea della dimensione del problema e, soprattutto, voltarsi dall’altra parte rispetto alle esigenze dei cittadini. Da qui dobbiamo partire, e non in ordine sparso, per chiedere subito alla Regione Lazio e al presidente Zingaretti una programmazione mirata, e le coperture economiche necessarie, su tutta la Pontina ed in entrambi i sensi di marcia per procedere al taglio dell’erba, alla rimozione dei cumuli di spazzatura, per metterla in sicurezza. Una programmazione che parta oggi e non sia rinviata, come stanno cercando di fare, al mese del poi e all’anno del mai. E, contestualmente, da qui dobbiamo muoverci insieme per fare in modo che la realizzazione della Roma – Latina entri in cantiere al più presto. La campagna elettorale è terminata. La demagogia non ha più senso di esistere, tantomeno facili quanto fantomatiche supposizioni utilizzate dal fronte del no a quest’opera, fondamentale e non più prorogabile, per bloccare i cantieri. Il tempo per discutere è terminato, lo diciamo da tempo, la gara è stata aggiudicata, le risorse stanziate. Anche il minimo ripensamento porterebbe, una volta per tutte, a perdere i finanziamenti destinati dal Cipe alla Roma – Latina che verrebbero dirottati definitivamente su altre opere. A tutti coloro che continuano a definire questa opera “inutile e dannosa”, a coloro che sostengono che si tratta solo “dell’ennesima colata di cemento”, chiedo solo di percorrere la Pontina per qualche giorno e di vedere i danni che la mancanza di collegamenti con l’autostrada del Sole, con la Capitale, con il resto dell’Italia e del Lazio stanno causando alle imprese che muoiono ogni giorno per mancanza di infrastrutture. I cittadini e le aziende ci chiedono, come istituzioni, di agire. Non possiamo sottrarci a questo che è per tutti noi, sindaci, consiglieri regionali, senatori, deputati, presidenti della Provincia non un invito ma un dovere. Perché senza strade, senza collegamenti, senza sicurezza oltre all’isolamento continueremo a pagare un prezzo troppo alto, ed ormai non più sostenibile, in termini di vite umane, di posti di lavoro e di sviluppo.

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