Ipab: la Regione Lazio provveda al riordino e trasformi l’Istituto Santa Margherita in Fondazione

La Regione non ha più attenuanti, l’Ospizio di Santa Margherita, sull’Aventino a Roma, deve diventare una fondazione. E’ dal decreto legislativo del lontano 2011 che la Regione Lazio è inadempiente. Anche il termine del 31 dicembre 2016, che la Regione si era imposto con l’approvazione del Collegato al bilancio di agosto 2016, è scaduto senza che la Regione Lazio abbia provveduto al riordino. Ora l’imperativo è intervenire. All’indomani della trasformazione dell’Ospizio in Ipab il legislatore ha imposto, infatti, il riordino mediante trasformazione in Fondazioni o Istituzioni di Pubblica Assistenza. La Regione Lazio, in palese violazione del dettato legislativo, non ha provveduto al riordino delle Ipab ed alla conseguente trasformazione dell’Ipab Santa Margherita in Fondazione. Con ciò violando, pure, le tavole di fondazione di Padre Simpliciano della Natività, ai tempi Francesco Saverio Maresca, e le finalità per cui, in qualità di fondatore dell’Ospizio, aveva stabilito un espresso vincolo di destinazione della struttura per la continuazione dell’opera caritatevole di riabilitazione delle donne in difficoltà affidando l’importante compito alla Congregazione delle Suore Terziarie Francescane dette “Margheritine”, oggi Suore Francescane dei Sacri Cuori, da lui istituite e dallo stesso espressamente individuate come uniche direttrici della struttura. Del resto l’assistenza agli anziani viene esclusivamente prestata dalle Suore Francescane dei Sacri Cuori secondo ritmi e condizioni irrispettose delle normative in materia di “funzionamento delle strutture che prestano servizi socio-assistenziali” e delle recentissime prescrizioni regionali. Non solo. Le suore opererebbero in assenza di convenzione, scaduta da tempo. Senza copertura assicurativa. Senza alcun rispetto dei contratti collettivi di categoria. Con ritmi di lavoro di oltre 15 ore giornaliere. Tutti gli immobili gestiti dall’Ipab, compresa l’adiacente Chiesa di Santa Balbina, le cui spese di manutenzione sono contrattualmente ed esclusivamente a suo carico, pena la restituzione della piena proprietà agli aventi diritto, versano in uno stato di palese degrado. Esiste, inoltre, un intervento della Corte costituzionale che ha stabilito che le Ipab regionali ed infra regionali possano continuare a sussistere assumendo la personalità giuridica di diritto privato. Ciò nonostante, e in spregio ai numerosi solleciti inoltrati dalle Suore Francescane dei Sacri Cuori, la Regione Lazio non ha inteso rispettare il dettato normativo e procedere in tal senso. In questo contesto, dopo che nella seduta del consiglio regionale il 31 marzo 2016 l’assessore Visini aveva chiesto tempo per verificare la bontà di quanto evidenziato e le soluzioni per porre fine a questa annosa vicenda, ho presentato una nuova interrogazione per chiedere, tra l’altro, se ci siano, e quali siano, i motivi ostativi alla trasformazione dell’ Ipab Santa Margherita in fondazione di diritto privato. Ho chiesto se corrisponda al vero che l’assistenza agli anziani, anche non autosufficienti, viene esclusivamente prestata dalle Suore Francescane dei Sacri Cuori, in assenza di convenzione, secondo ritmi e condizioni contrari ai contratti collettivi di categoria e spregevoli delle disposizioni normative in materia di “funzionamento delle strutture, che prestano servizi socio-assistenziali” e delle recentissime prescrizioni regionali in materia. La Regione ha avuto tempo per studiare. Ora risponda e agisca.

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