Ipab Santa Margherita: la Regione nega l’evidenza. Pronto a presentare esposto ad enti competenti

Sulla trasformazione dell’Ipab Santa Margherita in Fondazione dall’assessore Visini ancora una volta riceviamo una non risposta. Ci troviamo di fronte ad una serie di paradossi ed inadempienze che, credo, meritino di essere oggetto di una seduta di psicoterapia. E non è stato sufficiente un anno perché dall’assessore venisse formulata una risposta, non dico puntuale, ma almeno accettabile. Nella non risposta sono riusciti a rinnegare anche quanto contenuto nel collegato al bilancio 2016, approvato ad agosto, sulla trasformazione delle Ipab. Non una sola risposta ai quesiti che, in modo chiaro ed esplicito, avevo posto è stata fornita. Nell’ultima interrogazione, come in quelle che l’avevano preceduta, avevo chiesto, se ci fossero, e quali fossero, i motivi ostativi alla trasformazione dell’ Ipab Santa Margherita in fondazione di diritto privato. Avevo chiesto se corrispondesse al vero che l’assistenza agli anziani viene esclusivamente prestata dalle Suore Francescane dei Sacri Cuori, in assenza di convenzione, secondo ritmi e condizioni contrari ai contratti collettivi di categoria e spregevoli delle disposizioni normative in materia di “funzionamento delle strutture, che prestano servizi socio-assistenziali” e delle recentissime prescrizioni regionali in materia date dalla deliberazione n.124 del 24 marzo 2015 e sui requisiti in essa prescritti in merito alla qualità del personale, dei servizi resi, dei luoghi e del rispetto dei contratti collettivi. Il risultato è stato, in sostanza, la lettura delle scarne ed inconsistenti motivazioni depositate dalla Regione Lazio nel giudizio pendente dinanzi al Tar, sul diniego alla trasformazione Ipab Santa Margherita in Fondazione. In pratica si afferma che l’ente sarebbe in difetto dei requisiti previsti dal DPCM del 1990 dal momento che non avrebbe “ispirazione religiosa” e che le suore non parteciperebbero all’amministrazione e gestione dell’Ipab. Affermazioni totalmente infondate e apodittiche visto che negare l’ispirazione religiosa alla Congregazione delle Suore Francescane dei Sacri Cuori è una macroscopica contraddizione in termini. Lo stesso vale per la presunta mancata partecipazione delle suore all’amministrazione e  gestione dell’Ipab dal momento che proprio  la Regione Lazio, contravvenendo ad un preciso obbligo normativo, ha ignorato quanto previsto dalla cosiddetta legge Crispi, escludendo dal consiglio di amministrazione rappresentanti della Chiesa e degli interessi originari. La Regione Lazio sta strumentalizzando le sue violazioni e la mancata vigilanza su quanto accade nell’Ipab Santa Margherita a danno di chi tali violazioni le ha subite. Siamo di fronte ad una arroganza amministrativa inaccettabile. La Regione continua ad ignorare la realtà. A rinnegare un’evidenza in cui l’assistenza agli anziani nella struttura viene esclusivamente prestata dalle Suore Francescane dei Sacri Cuori secondo ritmi e condizioni irrispettose delle normative in materia. Una non risposta inaccettabile a cui non intendo sottostare. La questione Ipab Santa Margherita si è scontrata sul muro dell’inerzia regionale. Noi non ci fermiamo e sono pronto a presentare un esposto agli Enti competenti.

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