L’assessore Valeriani deve commissariare se stesso non certo la provincia di Latina che ha fatto tutto quello che era in suo potere in materia

Le parole dell’assessore regionale Valeriani sul “commissariamento” della provincia di Latina in merito alla vicenda rifiuti risultano oltremodo fuori luogo e non rispettose dei territori, nonché delle istituzioni che li rappresentano.
In aula, nel corso del consiglio regionale chiamato a discutere la proposta di legge sull’istituzione dei distretti logistico ambientali, ho ricordato all’assessore Valeriani che la Provincia di Latina ha fatto tutto quello che era in suo potere in materia per arrivare ad una soluzione e all’identificazione di un’area su cui realizzare un nuovo impianto.
Latina e la sua provincia non sono Roma, che sta esplodendo sotto la pressione dell’emergenza rifiuti e non riesce a smaltirli come dovrebbe, e non accettiamo che vengano trattate alla pari.
Non per questioni di campanilismo ma perché la Provincia di Latina, differentemente da chi governa la Capitale, non si è mai sottratta alle proprie responsabilità.
Inoltre c’è una differenza sostanziale tra Roma e le Province. Roma ha un solo consiglio comunale e un unico potere decisionale.
L’assessore Valeriani e il presidente Zingaretti questo potere alle Province non lo hanno dato.
Le decisioni, le Province, o le prendono all’unanimità dei Comuni che le compongono oppure non possono prenderle. Le Province mancano di quei poteri indispensabili a procedere che la delibera che ha approvato il piano regionale sui rifiuti, ovviamente, non può dargli, non essendo legge e quindi mancando della cogenza.  Non si procede con atteggiamenti perentori ma con il dialogo interistituzionale se veramente si vuole arrivare a raggiungere l’obiettivo.
Dialogo a senso unico come dimostra, anche se non ve ne era alcun bisogno, quanto appreso dal delegato all’ambiente, nonchè vice presidente della provincia di Latina, Domenico Vulcano che, insieme al presidente Carlo Medici, in questi mesi hanno più volte tentato di contattare l’assessore Valeriani sia telefonicamente che con note e messaggi.
A nessuno di questi l’assessore Valeriani si è degnato di dare alcuna risposta.
Il settore dei rifiuti, le imprese che vi operano, gli Enti locali, non possono continuare a navigare a vista.
Hanno bisogno di regole certe, organizzazione, programmazione.
Le stesse che non si possono trovare nel piano dei rifiuti che si è limitato ad introdurre alcuni presupposti, peccato che siano poggiati sul nulla.
Quel piano manca di tutta una serie di cose come ad esempio la cogenza considerato che si tratta di una deliberazione e non di una legge regionale.
L’imminente discussione sul cosiddetto Collegato al bilancio, incardinata in commissione la prossima settimana, sarà il banco di prova definitivo per comprendere se l’assessore Valeriani e la maggioranza che governa la Regione Lazio intendano realmente dare risposte ai territori, ai cittadini dando organicità al settore dei rifiuti o se intenda mantenere questo status quo fatto di sommarietà e incertezza.
Ho presentato infatti un emendamento, articolato in più commi, che va ad istituire gli Ato, li definisce, gli dà la valenza di governo del territorio di riferimento rimandando alla giunta regionale il compito per definirne funzionalità e organizzazione. Il tempo a nostra disposizione è terminato.
Valeriani non deve commissariare Province che non hanno potuto, e non voluto come vuole far intendere Valeriani, procedere. Deve fornire loro gli strumenti per agire e gestire in modo autonomo l’intero ciclo di gestione dei rifiuti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *