Latina e il Lazio fanalino di coda in Italia per qualità della vita. Sanità e occupazione sono chimere grazie a Zingaretti

Il Lazio delle meraviglie tanto sbandierato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si scontra contro il muro dei dati contenuti nella classifica annuale sulla “Qualità della vita” nelle 110 province italiane pubblicati dal quotidiano ItaliaOggi. L’indagine, curata dal Dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma con il supporto di Cattolica Assicurazioni, mostra un quadro generale del Lazio a dir poco sconfortante in tutti i parametri presi in considerazione quali affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. Nella classifica generale la situazione che emerge è allarmante. Tutte le province del Lazio, fatta eccezione per Roma che rispetto al 2016 rosicchia qualche posizione attestandosi comunque al 67esimo posto in Italia e Frosinone che passa dalll’87esimo all’83esimo, si collocano nelle posizioni di coda tanto che Rieti perde dieci posizioni passando dal 46esimo posto del 2016 al 56esimo del 2017, Viterbo passa dal 63eimo al 64esimo e Latina dal 76esimo all’81esimo. Questo significa che le politiche messe in atto, da chi governa questa Regione, in tutti i settori chiave per il rilancio dell’economia non hanno prodotto alcun effetto positivo ed anzi, hanno peggiorato la situazione. Al di là dell’apparente stabilità del risultato, infatti, è evidente una sostanziale battuta di arresto in tutte le province del territorio rispetto al 2016, a indicare che i deboli segnali di ripresa che iniziano a manifestarsi nel sistema economico italiano non si sono tradotti nel Lazio in un innalzamento degli standard qualitativi della vita dei cittadini. Per fare, un esempio, prendendo in considerazione i parametri relativi ad occupazione e produttività, le province del Lazio sono tutte collocate nel basso della classifica con Roma al 65esimo posto, Viterbo al 73esimo, Rieti al 76esimo, Latina all’ 83esimo posto, e Frosinone al 107esimo posto. Si tocca letteralmente il fondo quando si arriva al capitolo dedicato alla sanità in cui, tolta Roma che comunque conta la maggior concentrazione di servizi e strutture e che perde un posto rispetto all’anno precedente, le altre province del Lazio si attestano: Frosinone al 67esimo posto, Rieti all’87esimo, Viterbo al 92esimo e Latina al 109esimo posto. La provincia pontina nel sistema salute è penultima in Italia seguita solo da Agrigento. n questo territorio, come sottolineiamo purtroppo inascoltati da quasi cinque anni, la sanità, in termini di erogazione delle prestazioni, liste di attesa, stato delle strutture ospedaliere, efficacia ed efficienza dei servizi, non è altro che una chimera. Latina, infatti, analizzando alcuni dei singoli parametri presi in esame, è al 107esimo posto per sottodimensionamento del personale medico ed infermieristico, per numero dei posti letto nei reparti specialistici, in ostetricia e ginecologia e in rianimazione e terapia intensiva per 1000 abitanti ed arriva al 104esimo posto per numero posti letto in cardiologia, cardiochirurgia e unità coronariche per 1.000 abitanti. In questi numeri si misura la percezione che i cittadini hanno della sanità e che Zingaretti continua, volutamente, ad ignorare. Il Lazio e la provincia di Latina stanno morendo di inerzia. I cittadini sono esasperati e senza azioni incisive e concrete la fase di ripresa in ogni settore rischia di essere non solo difficile ma impossibile. Zingaretti, che continua a sottrarsi alle proprie responsabilità e a non vedere quale sia la realtà, legga almeno attentamente questi risultati e prenda atto del suo fallimento.

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