Lavoro: contratto di ricollocazione tra danno e beffa. Chiesto intervento urgente dell’assessore Valente

Contratto di ricollocazione, giovani, disoccupati e beffati. Raccogliendo le istanze di alcuni over 30 che hanno partecipato al bando della Regione Lazio sulla ricollocazione, ho inoltrato una nota all’assessore regionale al lavoro, Lucia Valente, ed ai responsabili delle strutture regionali competenti, con cui chiedo un intervento immediato ed urgente affinché sia verificato lo stato dell’arte sulle procedure per l’erogazione delle legittime spettanze a coloro che hanno partecipato al bando per la ricollocazione. Affinché sia messa in atto ogni azione necessaria per la rimozione degli ostacoli eventualmente insorti accelerando le procedure. E perché siano verificate le ragioni per cui attualmente non sono stati avviati i colloqui con le aziende al fine di dare pieno compimento all’obiettivo primario del bando pubblicato dalla Regione Lazio che è quello di dare occupazione a chi oggi ne è privo. I progetti hanno senso solo se hanno una data di inizio ed una di fine e, soprattutto, se chi come in questo caso la Regione Lazio controlla e garantisce che tutte le procedure necessarie al raggiungimento dell’obiettivo preposto siano effettuate in tempi consoni. Ad oggi tutto questo non c’è con un aggravio per tutti i disoccupati che già vivono una situazione drammatica, senza avere alcuna certezza del futuro, e sono costretti, come in questo caso, anche a scontrarsi con le inadempienze della burocrazia e della politica. Sono centinaia le persone che hanno aderito al bando di ricollocazione e che dopo quasi un anno dalla conclusione del percorso formativo sono ancora in attesa di ricevere il rimborso spese previsto. Ad oggi, nonostante le tante rassicurazioni fornite dagli uffici regionali, nessuna risposta sui tempi di erogazione delle spettanze e sulla chiusura delle pratiche è stata fornita. Credo che sia inaccettabile che centinaia di persone che hanno riposto fiducia in questo strumento presentato come “fondamentale per dare agli over 30, disoccupati, una opportunità di lavoro” siano stati beffati due volte. La prima quando hanno aderito al bando sperando che al termine del percorso avrebbero avuto almeno una occasione di accedere al mondo del lavoro. La seconda quando  alla delusione si è aggiunta anche la mancata erogazione di quanto legittimamente gli spetta sul piano economico. A dare perfettamente il quadro della situazione c’è la condizione in cui versano coloro che hanno svolto il percorso qualificativo di formazione professionale, pari a 120 ore, dal mese di febbraio a giugno 2016, a seguito del contratto stipulato con il CPI di Fondi,  presso gli enti accreditati della provincia di Latina. Dopo ben 8 mesi dalla conclusione del percorso formativo queste persone, già disoccupate e quindi in situazione di disagio, non hanno ancora ricevuto neanche il previsto rimborso spese per le trasferte e le ore di corso pari ad 8,15 euro/ora. Non serve un ragioniere per comprendere che in otto mesi, anche qualora fossero stati rilevati alcuni ostacoli o rallentamenti nelle verifiche, considerato che in tutto sarebbero circa 2000 le persone che hanno aderito al bando, è inaccettabile che la Regione Lazio non abbia ancora provveduto ad effettuare il pagamento di tali, legittime, spettanze. A questo quadro già tutt’altro che roseo si aggiunge il fatto che, stando quanto appreso, al corso non sarebbero seguiti colloqui né assunzioni da parte delle aziende in cerca dei profili professionali oggetto dei corsi di formazione. Credo che attendere oltre per dare risposte a coloro che avevano riposto fiducia nel bando per la ricollocazione sia oltremodo ingiustificato ed inaccettabile e mi auguro che l’assessore raccolga le loro richieste dando risposte efficaci a chi oggi può contare solo sulla delusione ricevuta.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *