Lavoro, sanità, rifiuti, infrastrutture, unica chance per il Lazio è mandare a casa Zingaretti

Lavoro, sanità, rifiuti, infrastrutture. Queste le priorità su cui ci siamo battuti in questi cinque anni. Ma soprattutto sono i settori a cui intendiamo dare risposte nella prossima legislatura sotto il segno del centrodestra con Parisi presidente. Non si tratta di una scommessa. Non si tratta di promesse. Ma di un impegno che abbiamo assunto certi che le risposte non solo ci sono ma possono essere attuate e con rapidità. Non pensiamo di avere la bacchetta magica. Ma abbiamo idee chiare, capacità di programmazione, determinazione e coraggio. Questi i cardini su cui costruiremo un Lazio lontano dagli annunci e vicino alle esigenze dei cittadini. Domenica il popolo sovrano esprimerà il proprio giudizio sull’operato della sua rappresentanza in consiglio regionale, nello stesso tempo, investirà una classe dirigente del suo futuro. Noi con Forza Italia abbiamo lavorato con tenacia a tutela degli interessi dei cittadini davanti ad una logica dirigista e contabile dell’amministrazione Zingaretti. In questi giorni, più che mai, ho letto la disperazione negli occhi delle persone che ho incontrato, private della propria dignità, della certezza di dare un futuro ai propri figli e della speranza di crearsi una famiglia che solo il lavoro può dare. Ho sentito dallaloro voce la voglia di un cambiamento che non è più rinviabile. In questi anni abbiamo evitato maggiori disastri dentro un disastro generale. Quel disastro che i cittadini vedono ogni giorno quando percorrono le nostre strade. E’ il caso emblematico della Pontina, della Flacca della Monti Lepini, ridotte ad un colabrodo grazie alla totale assenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Strade che versano in totale emergenza e che rappresentano niente altro se non la punta di un iceberg enorme.
I cittadini vedono le macerie quando sono costretti ad utilizzare i servizi sanitari. Ospedali stracolmi, pronto soccorso al collasso e organizzazione del lavoro che nega l’abnegazione e la professionalità di quanti ci operano all’insegna dell’eccellenza. Anche qui logiche di potere hanno fatto da padrone in maniera irrazionale. Zingaretti si fa vanto di essere rientrato dal deficit della sanità. Cosa che non era una prospettiva politica ma la condizione del commissariamento della sanità laziale. Ha fatto solo quello che doveva fare. Non aggiungendo nulla di suo.
Non programmando interventi che avrebbero potuto contenere gli indiscriminati tagli ai posti letto, ai servizi che sono l’unica azione che ha  messo in campo. Noi ci siamo battuti a tutela dei pazienti e a garanzia di chi lavora nei nostri ospedali. Soprattutto dei tanti precari che erano stati dimenticati da Zingaretti, vittime di una superficialità incredibile a fronte di un lavoro serio e costante per la nostra comunità.
Per quanto riguarda i rifiuti il Lazio è ancora all’anno zero, sempre più sporco e sempre più in emergenza. Perché tra derive ideologiche la Regione non è riuscita a dare alcuna risposta in questo settore. Ovunque i rifiuti sono diventati una filiera industriale.
Da noi sono rimasti un problema.
Noi definiremo subito il nuovo piano di gestione dei rifiuti, programmando cosa si può fare e dove, non lasciando alla libera interpretazione del singolo una pianificazione non più rinviabile. Incapacità.
Mancanza di strategie e soprattutto non aver saputo fare politica che è scegliere anche quando è difficile. Questi i risultati del passato. Per il domani parlano le città che abbiamo amministrato dove è migliorato il decoro urbano e la qualità della vita Non siamo avventurieri. Siamo l’unica alternativa reale di governo alla ideologia della sinistra.
Per questo domenica 4 marzo chiediamo un voto che porti il Lazio e l’Italia ad avere una classe dirigente competente all’altezza di quella delle regioni più sviluppate del nostro Paese.

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