Liste d’attesa, approvata in commissione una risoluzione per un nuovo piano regionale

Esprimo soddisfazione per l’approvazione all’unanimità di una risoluzione sulla riduzione delle liste d’attesa nel Lazio. Il documento che ha ottenuto il voto favorevole di tutti i componenti della commissione impegna la Regione Lazio ad adottare le opportune iniziative finalizzate a garantire ai cittadini un nuovo piano regionale per il governo delle liste d’attesa, ma soprattutto a porre in essere ogni azione tesa all’abbattimento dei tempi, al fine di garantire un libero, uniforme e democratico accesso alle prestazioni sanitarie. Abbiamo focalizzato l’attenzione su alcuni punti fondamentali: 1) definire il fabbisogno sanitario rafforzando il ruolo delle Asl; 2) concretizzare la presa in carico dei pazienti cronici; 3) l’apertura delle strutture nelle ore serali e durante il fine settimana; 4) l’ottimizzazione e l’utilizzo delle grandi apparecchiature di diagnostica per immagini per almeno l’80% della loro capacità; 5) l’attivazione di ‘percorsi di tutela’ per i primi accessi, quando si superano i tempi massimi a livello istituzionale, presso un erogatore privato accreditato, per il rispetto dei tempi della classe di priorità; 6) l’attivazione di prestazioni aggiuntive in libera professione per quelle prestazioni risultati critiche per i tempi di attesa; 7) l’informazione e la comunicazione al cittadino per la modalità di accesso alla prenotazione; 8) prevedere l’adozione di strumenti trasparenti e condivisi per il recupero della quota di compartecipazione nei casi di prestazione non eseguita e non disdetta; 9) attivare l’organismo paritetico regionale per la verifica dello svolgimento dell’attività libero professionale; 10) l’obbligo per ogni prescrizione, da parte di tutti i medici, di indicare se trattasi di ‘primo accesso’ o ‘accesso successivo’, delle classi di priorità e del quesito diagnostico; 11) la gestione trasparente delle agende, mediante la visibilità al Recup; 12) attivare procedure condivise per il blocco dell’attività libero professionale al superamento del rapporto con quella istituzionale. Non meno importante è la richiesta di prevedere l’adozione di sistemi di prioritarizzazione; la separazione dei canali per le diverse tipologie di accesso; la gestione trasparente e la totale visibilità dei sistemi informativi aziendali e regionali delle agende digitali; la programmazione dell’offerta attraverso la definizione del fabbisogno di prestazioni specialistiche; l’estensione alle strutture private accreditate di eventuali prestazioni di specialistica ambulatoriale che risultassero particolarmente critiche rispetto ai tempi di attesa previsti dal Pngla; l’utilizzo e l’implementazione dello strumento della cooperazione applicativa trai medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta con i sistemi informatici regionali; la previsione di nuovi protocolli ovvero rinnovare quelli esistenti tra Regione e Policlinici Universitari; la definizione dei criteri generali per individuare gli ambiti territoriali di garanzia per le prestazioni di primo accesso; la definizione di interventi regolatori nei confronti delle aziende in merito alle attività di libera professione intramoenia. I piani straordinari varati in questi anni non hanno prodotto gli effetti sperati ed è necessario un cambio di rotta. Ci si deve rendere conto del disagio che i ritardi dei tempi di attesa creano soprattutto a persone anziane, magari non autosufficienti, e alle loro famiglie costrette a viaggi della speranza solo per avere ciò di cui hanno diritto. Una sanità che funziona è una sanità capace di rispondere alle esigenze dei cittadini con immediatezza e rapidità. Una amministrazione efficiente funziona se è in grado di organizzare i servizi rendendoli vicini ai cittadini e non irraggiungibili. L’auspicio è che il presidente Zingaretti colga al volo questa richiesta unanime della commissione e vari un piano ad hoc finalmente efficiente.

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