Liste d’attesa: bene piano Asl Latina, ma servono più risorse

Prendiamo atto della redazione del piano attuativo dell’Asl di Latina per il governo delle liste di attesa. Un piano che secondo la stessa Asl pontina si caratterizza come un ‘work in progress’, basandosi su ‘iniziative da svilupparsi nel tempo’. 

Riteniamo assolutamente necessario e indispensabile attuare interventi radicali per fare in modo che l’offerta sanitaria sia consona alla domanda, monitorando costantemente la situazione reale delle liste di attesa e la loro gestione, puntando ad apportare i correttivi laddove siano necessari e non prorogabili.

La priorità va data innanzitutto all’aumento delle prestazioni da erogare. Basta vedere il dato emerso nel piano stesso dell’Asl, secondo cui la mobilità passiva infraregionale ha raggiunto il 24% relativamente alle prestazioni critiche di specialistica ambulatoriale. 

Occorre rendersi conto del disagio che tutto questo crea soprattutto a persone anziane, magari non autosufficienti, e alle loro famiglie costrette a viaggi della speranza solo per avere ciò di cui hanno diritto. Una sanità che funziona, è una sanità capace di rispondere alle esigenze dei cittadini con immediatezza e rapidità. Un’amministrazione efficiente funziona se è in grado di organizzare i servizi rendendoli vicini ai cittadini e non irraggiungibili.

La stessa Asl di Latina nel documento pubblicato evidenzia che ‘tra le criticità relative alle liste d’attesa si deve rilevare il numero non adeguato di risorse tecnologiche ed umane’.

Insomma servono più apparecchiature tecnologicamente avanzate ed un potenziamento dell’organico medico ed infermieristico.

Per questo noi diciamo che sul tema delle liste d’attesa non basta fare filosofia. Occorre passare agli atti concreti ed in tempi brevi. Guardiamo ai modelli che funzionano. Sicuramente valido è l’indirizzo della Regione Veneto che ha puntato sull’incremento del numero delle prestazioni. Altrettanto efficace è il modello dell’Emilia Romagna, dove è stata ampliata l’offerta delle prestazioni sanitarie attraverso l’apertura 7 giorni su 7 delle strutture pubbliche e private.

Si potrebbe quindi dare la possibilità alle aziende sanitarie locali del Lazio di acquistare dal privato accreditato prestazioni a tariffa calmierata.

Naturalmente alle stesse strutture private accreditate dovrebbero essere assegnati budget più elevati rispetto agli standard attuali.

Giova sottolineare come negli ultimi giorni la Conferenza delle Regioni ha manifestato la disponibilità ad intervenire a partire dal 2020 per una positiva conclusione della vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale della sanità privata proprio attraverso un aumento del budget delle prestazioni.

Deve essere chiaro che per poter attuare un piano efficace volto alla riduzione delle liste d’attesa servono risorse economiche adeguate.

Bisogna mettere in atto tutte le azioni necessarie, sul piano economico ed organizzativo, per garantire un’implementazione dell’offerta. Occorre abbattere le liste di attesa riportando le tempistiche entro i parametri previsti dalla normativa vigente, contenendo i costi a carico della Regione derivanti dal costante aumento della mobilità passiva extra regionale.

Da parte nostra non c’è voglia di criticare, intendiamo agire con spirito costruttivo. Noi vogliamo indicare una direzione di marcia chiara, fatta di scelte precise, rispondendo concretamente alle richieste dei nostri cittadini di avere una sanità equa ed accessibile a tutti

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