Lo sviluppo sostenibile è la strada su cui costruire il futuro

Questa mattina ho preso parte all’incontro organizzato da Confcommercio Lazio, Ascomedil e dal Consiglio Regionale del Lazio, con il sostegno di Colacem, e numerose altre aziende del settore edile sul tema “La sostenibilità nel mercato dell’edilizia”. Un’occasione concreta confrontarci e creare le basi per essere protagonisti di un nuovo sviluppo e, come imprese, come associazioni di categoria e come istituzioni, guardare oltre la crisi. Per farlo dobbiamo avere la consapevolezza che parlare di sviluppo significa prima di tutto parlare di programmazione, di investimenti, di imprese. Dobbiamo, necessariamente, ripartire dal territorio, dal suo tessuto produttivo, dobbiamo partire dal nodo della competitività sostituendo la paura di fare con la voglia del fare. Oggi la vera sfida è quella incarnata da aziende come la Colacem, che coniugano la necessità di sviluppo con il massimo rispetto per l’ambiente. Dobbiamo archiviare un passato in cui si costruiva ovunque e comunque, senza valutare a fondo l’impatto dei materiali sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. E come istituzioni l’obiettivo su cui lavorare è quello di sostenere le imprese, e non di affossarle, di mantenere altissimo il controllo sulle procedure per evitare infiltrazioni e aumento dei costi. Perché il nostro presente è la responsabilità verso il futuro. Il Lazio con 82 opere incompiute conta un triste primato in Italia che si traduce in mancanza di controlli, mala gestione, sperpero di denaro pubblico, spreco di territorio. Un primato che deve essere cancellato. La Regione Lazio, per fare questo deve però tornare immediatamente a programmare le opere che ritiene indispensabili concentrando gli investimenti su quelle realmente utili per lo sviluppo del territorio. Il compito di chi governa è quello di ottimizzare le risorse, di cancellare i tantissimi sprechi che caratterizzano la pubblica amministrazione, e utilizzare le somme a disposizione per far crescere il territorio. L’apertura dei cantieri resta l’unica vera misura di politica economica capace di generare un circolo virtuoso fatto di sviluppo, di competitività e di occupazione. In questo contesto credo, anzi sono fermamente sicuro, che la Roma – Latina sia una infrastruttura che sta nella logica nuova della rete di mobilità per quell’area ad alta densità abitativa, e produttiva, che è oggi l’asse Roma-Latina. Oggi il nostro compito è garantire che l’opera possa essere realizzata all’insegna della trasparenza e del rispetto dei tempi previsti. Un rinvio, un qualsiasi altro ostacolo comporterebbe solo nuovi costi che graverebbero sulle spalle delle comunità che rappresentiamo. Il nostro impegno in consiglio regionale sarà rivolto sempre a sostenere le imprese che lavorano nel rispetto dell’ambiente per costruire un domani migliore per le nostre comunità.

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