Mitilicoltura: su impianto a Fondi chiesto in Regione accesso agli atti. I cittadini meritano chiarezza

Un impianto di mitilicoltura di oltre 300 mila metri quadrati non si può calare dall’alto all’insaputa dei cittadini, degli operatori e dei Comuni interessati. Ma questo purtroppo, è quanto accaduto con la determinazione con cui la Regione Lazio a metà luglio ha autorizzato la realizzazione di un impianto di mitilicoltura che sorgerà ad una distanza di 2,4 chilometri dalla costa di Fondi. Un’opera ad alto impatto ambientale che nascerà in una delle aree di maggior pregio sotto il profilo della qualità delle acque, ambientale e naturalistico non solo della provincia di Latina ma di tutto il Lazio. Un’opera per cui abbiamo rilevato, leggendo la determinazione, delle anomalie su cui è doveroso fare luce. Abbiamo cercato in queste settimane di avere delle risposte sulle criticità emerse. Lo abbiamo fatto presentando una interrogazione urgente e ponendo a Zingaretti e all’assessore Hausmann una serie di domande, nonché proponendo l’annullamento della determinazione che autorizza l’impianto della Mitilfregrea nello specchio acqueo di Fondi, purtroppo cadute nel vuote. Ho anche contattato personalmente, in cerca di chiarimenti su questo caos, sia l’assessore che il direttore di area ma anche questa volta non una sola risposta è stata fornita. E di fronte a questo silenzio, misto ad evidente inerzia, ho deciso quindi di presentare una richiesta di accesso agli atti, alla direzione regionale Agricoltura, caccia e pesca, per conoscere tutti i singoli atti procedimentali, non desumibili dalla sola determinazione autorizzativa, necessari a ricostruire i vari passaggi e l’intero iter amministrativo che hanno portato a dare il via libera alla realizzazione dell’impianto di mitilicoltura nel mare di Fondi. Voglio conoscere ogni singolo atto che è alla base dell’autorizzazione. Perché oggi l’unico dato certo è che l’iter per la concessione all’impianto, iniziato l’8 ottobre 2014, dall’avvio del procedimento, all’istanza alla relazione tecnica, fino alla conferenza dei servizi, hanno avuto come oggetto lo specchio acqueo antistante le coste di Sperlonga, e quindi il Comune di Sperlonga, e non il Comune di Fondi. E, come se non bastasse, in tutto questo il Comune di Fondi non è stato messo nella condizione di poter esprimere alcun parere tecnico in merito dal momento che è stato coinvolto nel procedimento solo dopo 3 anni dall’inizio dell’iter ricevendo un invito con allegati i soli documenti presentati dalla Mitilfregrea per uno specchio acqueo ricadente nel Comune di Sperlonga. Inoltre, nella determina di autorizzazione all’impianto non si dà atto del parere contrario alla realizzazione dell’impianto espresso dal Comune di Sperlonga a marzo 2015. I conti, evidentemente, non tornano. E’ come se qualcuno avviasse le trattative per comprare una macchina per poi uscire dal concessionario con un calesse. Gli errori, le incongruenze e le illegittimità che abbiamo rilevato non possono passare sotto traccia. La trasparenza e la chiarezza per chi amministra dovrebbero essere, non a parole ma nei fatti, binari obbligati. Ma quanto accaduto dimostra solo come questa regione sia guidata solo da approssimazione e superficialità. E di come a pagare questo atteggiamento vergognoso siano solo i cittadini ed i territori le cui esigenze sono puntualmente disattese in tutti i settori. Andremo fino in fondo a questa vicenda. Non arretreremo di un solo passo e ci batteremo perché la realizzazione di questo impianto, o meglio pasticciaccio, non avvenga e soprattutto per fare in modo che i cittadini giustamente allarmati da quanto accaduto abbiano le risposte che cercano e meritano.

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