Mitilicoltura: Tar del Lazio boccia Zingaretti e annulla autorizzazione a realizzazre impianto al largo della costa di Fondi

Come volevasi dimostrare. Si può commentare solo in questo modo, nonché con estrema soddisfazione, la decisione del Tar di Roma a seguito del ricorso presentato in merito alla autorizzazione rilasciata, l’estate scorsa, dalla Regione Lazio alla Mitilflegrea per la realizzazione di un impianto di cozze di oltre 300mila metri quadrati nel mare antistante il Comune di Fondi. Una vicenda intricata. Complessa. Piena di falle e che trova oggi finalmente conclusione con la sentenza del Tar di Roma che, dopo aver accolto a novembre 2017 la richiesta di sospensione delle autorizzazioni, è entrato nel merito in queste ore ed ha annullato ogni procedimento in essere. Spiace solo constatare che Zingaretti, come al solito, anziché usare il buonsenso e chi lo invitava a riflettere ha preferito andare a sbattere contro un muro, tra l’altro ben visibile. Era agosto dello scorso anno, infatti, quando dopo aver letto con attenzione tutta la documentazione, dopo aver ricostruito l’intero iter amministrativo che avevano portato la Regione Lazio a dare il via libera alla realizzazione dell’impianto di mitilicoltura  a largo della costa di Fondi, avevamo tentato di mettere in guardia il presidente Zingaretti su quel pasticciaccio che aveva creato. Avevamo sottolineato le evidenti incongruenze ed illegittimità che avevano caratterizzato il procedimento e presentato ben due interrogazioni a cui né Zingaretti né l’allora assessore Hausmann si erano degnati di dare chiara risposta limitandosi a dire  che avrebbero atteso la pronuncia del Tar. Ebbene, la pronuncia del Tar è arrivata ed ha dato ragione a chi, non per capriccio, ma nell’interesse delle comunità che siamo chiamati a rappresentare aveva invitato il presidente Zingaretti ad usare il buonsenso e ad accettare l’istanza di revoca in via di autotutela, della determina del 13 luglio 2017, presentata tra gli altri dal Comune di Fondi. Una richiesta che non era campata in aria ma che trovava consistenza in omissioni e sviste eclatanti, se così le vogliamo definire, che vanno dalla posizione della Capitaneria di Porto di Gaeta che non ha mai espresso, a differenza di quanto riportato nella determina di autorizzazione all’impianto, alcun parere favorevole nella procedura per arrivare all’inspiegabile mancato coinvolgimento del Comune di Fondi, fino a marzo 2017, in un procedimento iniziato nel 2014. Oggi finalmente cala il sipario non solo su un pasticciaccio amministrativo ma soprattutto sull’arroganza di chi come il presidente Zingaretti ha preferito che fossero terzi, in questo caso il Tar, a decidere del futuro dei territori e dei cittadini che dovrebbe avere l’orgoglio di rappresentare e amministrare all’insegna del dialogo con i territori e di una responsabilità che non trova scuse nella sommarietà di atti lesivi, come in questo caso, del benessere e dello sviluppo di intere comunità. Ci auguriamo solo che Zingaretti prenda spunto da quanto accaduto e faccia tesoro di una bocciatura indirizzata non solo alla autorizzazione dell’impianto di mitilicoltura nel mare di Fondi ma soprattutto di un metodo autoreferenziato di governare la Regione che non porterà mai da nessuna parte.

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