No ad ampliamento di Montello, serve documento tecnico in sede di conferenza dei servizi

Per circa 50 anni è stata la ‘pattumiera’ della provincia di Latina, adesso bisogna dire basta. Per Borgo Montello è giusto fare fronte comune ed esprimere a chiare lettere un ‘No’ chiaro all’ampliamento della discarica. Sul piano politico certamente, ma anche e soprattutto sotto il profilo tecnico, dal momento che incombe la conferenza dei servizi.
A tal riguardo invito il sindaco Coletta ed il presidente Medici a presentare un documento tecnico proprio in sede di conferenza dei servizi con il relativo parere contrario all’istanza di aumento di volumetrie per il sito di Borgo Montello.
Il tema dei rifiuti però necessità di una riflessione più articolata. Ritengo innanzitutto doveroso uscire finalmente dalla fase emergenziale passando a quella ordinaria. I numeri possono aiutarci a capire le reali dimensioni del problema.
Secondo i dati Ispra 2018, la Regione Lazio produce 3.027.254 tonnellate di rifiuti, Roma Capitale da sola arriva a 1.728.429 tonnellate. Ovvero oltre il 50% dell’intera produzione laziale. 
Ho ribadito anche in Consiglio regionale come nel Lazio servano 6 Ato, anche Roma Capitale deve perciò dotarsi di un proprio ambito. 
Da sempre mi ispiro al principio guida dell’autosufficienza che impone di chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio che li produce. 
In termini pratici ogni provincia deve determinare l’impiantistica necessaria a soddisfare il proprio fabbisogno senza scaricare su altri le proprie incapacità e irresponsabilità.
Detto ciò, a mio avviso ci sono due priorità da conseguire. Una sul terreno della raccolta differenziata. La provincia di Latina produce 283.000 tonnellate di rifiuti annui e di queste solo il 45% riguardano la differenziata. Purtroppo è proprio il Comune capoluogo che si trova in forte ritardo con il 24% nella raccolta. Auspico quindi un potenziamento di questo servizio fondamentale per rimettere Latina in linea con i numeri importanti fatti registrare da altri centri della provincia.
Ancor più urgente diventa l’indicazione dell’impianto che dovrà trattare i rifiuti organici. Si tratta di una scelta non più rinviabile, perché è evidente che vi è un deficit strutturale in questo territorio. Si deve dunque procedere all’indicazione dell’impianto per il trattamento di almeno 50-60.000 tonnellate di rifiuti organici. Come pure urge una discarica di servizio che dovrà ospitare il materiale già depurato dopo il trattamento meccanico biologico. 
Non dimentichiamoci inoltre, che solo con la chiusura del ciclo nel proprio ambito, la provincia di Latina potrà pretendere che nelle altre realtà del Lazio si faccia altrettanto

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