Nuovo ospedale del Golfo, serve chiarezza sul cronoprogramma. Chiesti chiarimenti alla ASL di Latina

Il nuovo ospedale del Golfo non può e non deve fare la fine, ingloriosa, di tanti altri progetti per implementare l’offerta sanitaria della provincia di Latina e del Lazio ancora in sospeso.
Era il 21 maggio 2020 quando, in pompa magna, è stato presentato lo studio di fattibilità per la realizzazione di quest’opera attesa da anni dai cittadini del comprensorio del sud pontino e di tutta la provincia di Latina.
In quell’occasione l’allora direttore generale della Asl di Latina Casati, supportato da un intervento del presidente Zingaretti, aveva annunciato che l’approvazione del progetto esecutivo, con il contestuale invio per i pareri del caso alla Regione Lazio, sarebbe avvenuta entro giugno del 2021 e il nuovo ospedale del Golfo sarebbe stato inaugurato già entro dicembre 2023.
Le parole d’ordine nella progettazione di questa struttura protagonista dell’evento mediatico, sono state efficienza e sostenibilità.
Peccato che siano trascorsi nove mesi e sui passi successivi, ed i relativi atti, finalizzati a rispettare il cronoprogramma presentato non sia dato sapere nulla.
Il tutto a dimostrazione del fatto che di quell’efficienza, fuori dai riflettori mediatici, non vi sia traccia.
Fattore che getta una luce tutt’altro che rassicurante in merito alle tempistiche fornite nel corso della conferenza stampa e che allontanano in modo sostanziale il raggiungimento degli obiettivi prefissati, per ora solo a parole, consistenti nell’approvazione del progetto esecutivo entro giugno del 2021 e, soprattutto dell’inaugurazione del nuovo ospedale del Golfo entro dicembre 2023.
Per queste ragioni, al fine di avere contezza di quanto sinora fatto in linea con quei criteri di rapidità ed efficienza di cui la Asl di Latina si fa vanto, ho inviato una nota al direttore generale facente funzioni, Giuseppe Visconti, chiedendogli nel dettaglio lo stato dell’arte e quanto in nove mesi fatto per rispettare le tempistiche comunicate ai cittadini per la realizzazione di un’opera tanto attesa nonché, qualora si fossero verificati, possibili ritardi nel raggiungimento delle stesse, le relative motivazioni, e se siano state prese in adeguato esame ai fini di una risoluzione, le criticità esistenti.
Il tutto anche per evitare, come accaduto per altre realtà, vedasi la situazione in cui versano le realizzazioni delle Case della salute sul nostro territorio, che quell’apertura annunciata anziché entro dicembre 2023 si verifichi il mese del poi nell’anno del mai

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